
E' la Louisiana lo Stato americano più in crisi (Credits: AP Photo/Gregory Bull)
“L’economia mondiale sta attraversando un momento di enormi difficoltà“. E’ questa l’opinione del Fondo Mondiale Internazionale, convinto che i problemi della Grecia potrebbero avere pericolose ripercussioni su scala globale. Le economie emergenti sembrano non riuscire a uscire dalla trappola dell’inflazione, gli Stati Uniti sono in difficoltà sul fronte dell’occupazione, e l’Europa ormai non sa più come gestire i problemi della crescita interna e delle finanze elleniche.
Il Fondo continua a ipotizzare che l’economia globale possa mantenersi nel 2011 su un tasso di crescita del 4,3% e arrivare al 4,5% l’anno succesivo, a patto che i leader politici di tutto il pianeta si decidano a fare qualcosa prima che sia troppo tardi: ”continuare a posticipare l’adozione di misure concrete è come giocare col fuoco“.
Ecco perché l’FMI sembra non essere d’accordo con la scelta dei ministri dell’Eurozona di rinviare la decisione di sbloccare la quinta tranche del prestito d’emergenza alla Grecia (12 miliardi di euro) fino a quando il Parlamento di Atene non avrà approvato delle nuove misure per il risanamento delle finanze e del piano di privatizzazioni. Anche perché sempre più analisti temono che non riuscirà a restituire il denaro preso a prestito. E per George Magnus, economista di UBS, il default dell’economia ellenica è ormai inevitabile.
Se Atene non sarà in grado di ripagare il suo debito, i primi paesi a soffrire dell’effetto contagio saranno Spagna e Portogallo, e se la situazione non verrà gestita in maniera adeguata le ripercussioni di questa bancarotta potrebbero estendersi anche al di là dei confini della stessa Europa. Ecco perché mentre i governi dovrebbero prestare più attenzione a come garantire una stabilità di medio-lungo periodo sui propri mercati, le banche dovrebbero invece preoccuparsi di consolidare il proprio capitale in maniera da poter resistere a un possibile nuovo shock.
Fuori dall’Europa le situazioni da tenere sotto controllo sono due. Da un lato c’è il problema delle finanze americane, associato all’estrema difficoltà di inserire di nuovo sul mercato del lavoro chi ne è rimasto escluso a partire dal 2009 e a una crescita che, mese dopo mese, viene rivista al ribasso. Le previsioni più aggiornate parlano di un aumento del Pil del 2,5% nel 2011 che dovrebbe salire al 2,7% l’anno successivo. Dall’altro c’é il dilemma dell’Asia, dove molte economie continuano a crescere troppo velocemente lasciando presumere problemi legati a un possibile surriscaldamento, un aumento dell’inflazione e a un accumulo disordinato di capitali che potrebbero diventare pericolosi a fronte di un sempre più probabile improvviso rallentamento.
- Lunedì 20 Giugno 2011
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 21 Giugno 2011 alle 12:06 seryalbri ha scritto:
Il fondo monetario internazionale fa parte dei massoni del Nuovo Ordine Mondiale vedi Bilderberg, e il loro unico scopo e arricchirsi a dismisura mungendo il popolo dei lavoratori trattandoci come schiavi e cavie.
L’europa unita è solo un loro strumento loro dei monarchi petrolieri e bancari.
Bisogna tornare indietro portarli allo scoperto ed eliminarli dal contesto civile
Il 14 Luglio 2011 alle 11:32 Il rating statunitense finisce nel mirino di Moody’s | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] il Paese e il mondo sul fatto che l’America stia attraversando oggi una delle più gravi crisi economiche che abbiano mai colpito la nazione. Ma, in realtà, la vera difficoltà sta nel monitorarne [...]
Il 31 Agosto 2011 alle 1:02 L’Occidente arranca, ma gli Stati Uniti sono più reattivi dell’Europa | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] il Fondo Monetario Internazionale non ci sono dubbi: “l’attività globale si è indebolita ed è divenuta più squilibrata [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.