Grecia: futuro incerto nonostante l’austerity

Grecia: scontri tra polizia e manifestanti (Credits: AP Photo/Thanassis Stavrakis)

Grecia: scontri tra polizia e manifestanti (Credits: AP Photo/Thanassis Stavrakis)

Nonostante la violenza degli scontri tra manifestanti e polizia con cui ad Atene la popolazione ha cercato di scongiurare l’approvazione della rigida manovra di austerità da 78 miliardi di euro, il Parlamento, con 155 voti favorevoli, 138 contrari e 5 astensioni è riuscito ad avere la meglio e ad assicurarsi l’erogazione della nuova tranche di aiuti europei da 12 miliardi di euro e, forse, anche la sopravvivenza economica della nazione.

Durante il voto, pur avendo chiuso al traffico l’area adiacente al Parlamento per impedire ai manifestanti di avvicinarsi all’edificio, le forze dell’ordine sono state costrette a servirsi di lacrimogeni per tenere sotto controllo la folla radunatasi nei pressi di piazza Syntagma, dove ha sede il governo. Dopo l’approvazione della manovra è stato impossibile evitare che i manifestanti appiccassero un incendio nell’ufficio postale all’interno del Ministero delle Finanze.

Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, è convinto che il piano del governo, potendo contare su 28,4 miliardi di tagli tra il 2012 e il 2015 e 50 miliardi di nuove entrate provenienti da privatizzazioni, rappresenta “un importante passo avanti lungo il necessario percorso di consolidamento fiscale e di riforme strutturali che stimolino la crescita, ma anche un importante passo indietro dallo scenario gravissimo di default”.

L’approvazione delle nuove misure di austerità e la sempre più probabile conferma dei nuovi aiuti europei non danno di certo diritto alla Grecia di rilassarsi per quel che riguarda la gestione delle finanze interne. Anzitutto Atene deve essere consapevole che il gettito fiscale con cui il paese dovrebbe riuscire a finanziare le spese della nazione è destinato a calare, anche a causa della risibile crescita economica che verrà registrata nei prossimi 4/5 anni. Inoltre, il governo stesso dovrebbe cambiare le sue abitudini e iniziare a spendere meno di quanto effettivamente incassa, e magari iniziare a vendere immobili per autofinanziarsi.

Secondo l’ex Ministro delle Finanze Stefanos Manos, però, l’esecutivo Papandreu non sarà mai capace di ridurre le spese. Fino a oggi quando era necessario incrementare la liquidità Atene non ha fatto altro che aumentare le tasse per i privati, ma per fare in modo che la Grecia sopravviva, qualcosa dovrà necessariamente cambiare.

Commenti

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Il 30 Giugno 2011 alle 17:14 nicksergio ha scritto:

situazione spaventosa,ma quando per anni falsifichi i tuoi bilanci e mandi i tuoi dipendenti in pensione 10 anni prima dei tedeschi,avendo un’economia di burro(senza materie prime)con chi puoi prendertela?piuttosto trovo sconcertante che l’opposizione cerchi di speculare per consenso elettorale su manovre assolutamente indispensabili…servirebbe un consenso totale del paese e della politica…

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richard-branson
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