
(Credits: LaPresse)
Una fortissima ondata di speculazione si sta abbattendo sul mercato italiano e su tutte le banche europee: Parigi ha perso il 3%, Francoforte il 2,54%, solo Londra limita per il momento le perdite all’1%, mentre quelle dell’Italia superano il 4%. Anche l’euro risente di queste oscillazioni, scivolando sul dollaro a 1,4025. A Milano sono molti i titoli presi di mira dagli speculatori: il valore di Intesa SanPaolo è crollato dell’8%, Azimut è a -7,77%, Banca Popolare di Milano a -6,65%, Unicredit a -6%, Fiat -5,80% e Telecom a -5,66%.
Alla velocità della luce sono crollate le borse e i prezzi dei titoli di stato italiani. Questo perché gli speculatori hanno iniziato tutti insieme a vendere Btp e Cct liberando risorse per acquistare titoli di stato tedeschi. Gli operatori si sono convinti che mentre la Germania sarà comunque in grado di ripagare il proprio debito, l’Italia non è in grado di garantire la stessa certezza. I dubbi sono legati alle capacità del governo di mettere a punto prima e approvare poi una manovra efficace che riporti la stabilità nei conti pubblici del Bel Paese italiani.
Secondo la Cancelliera Angela Merkel per evitare che le Borse continuino a precipitare il governo Berlusconi dovrà dare al più presto dei segnali chiari ai mercati finanziari. Non sono bastate quindi le rassicirazioni di Tremonti all’Ecofin straordinario convocato questa mattina, ne’ potrà essere sufficiente l’approvazione entro una data certa della manovra finanziaria di cui da tempo si parla. Per l’Italia, e ormai ne sono convinti in molti, l’effetto domino verso le economie in pericolo default verrà evitato solo approvando provvedimenti straordinari, come l’anticipo di un anno del pareggio di bilancio, ora previsto per il 2014. Ecco perché il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha invitato il paese a ritrovare la coesione necessaria a rispondere con vigore agli attacchi degli speculatori.
Del resto, la storia di Atene insegna: circa un anno fa era la Grecia, in quanto paese vulnerabile, colpevole di non aver rispettato i conti ritrovandosi “improvvisamente” a dover far fronte a un deficit del 15%, ad essere giudicata inaffidabile e quindi presa di mira dagli speculatori. Per evitarne la bancarotta, l’Europa è intervenuta con un pacchetto di aiuti da 110 miliardi di euro ma, a distanza di un anno, la situazione non è migliorata molto.
L’Italia, fortunatamente, non è nelle condizioni della Grecia, ma oggi non va trascurato il fatto che i paesi più virtuosi del Vecchio Continente, primo fra tutti la Germania, non abbiano più voglia di pagare per le inefficienze degli altri. Ecco perché cercano di coinvolgere banche e privati nell’acquisto dei bond, in maniera da dividere con loro il fardello del salvataggio. L’unica controindicazione di questa manovra è che le agenzie di rating la considerano comunque un default, anche se selettivo, e per evitare di vedere etichettate alcune economie dell’Eurozona come mercati in bancarotta le istituzioni a Bruxelles preferiscono posticipare (pericolosamente) il momento della scelta. Secondo molti analisti, infatti, l’Europa avrebbe tutti i mezzi per superare questa crisi. Quello che le manca è il coordinamento, visto che, ancora oggi, gli stati non sembrano disposti a rinunciare a una parte della propria autonomia decisionale per il bene collettivo. Pur rendendosi conto che sarebbe questo l’unico modo per far uscire definitivamente dall’impasse i mercati dell’Eurozona.
- Lunedì 11 Luglio 2011
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