Borse asiatiche altalenanti. Anche la Francia nel mirino degli speculatori - L’ANALISI

(Credits: Ap Photo/Vincent Thian)

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Borse asiatiche altalenanti, tra le paure per la crisi del debito in Europa e le prospettive di crescita negative in Asia. Il Nikkei chiude con un -0,63% e così l’Hang seng di Hong Kong, che lascia sul campo un -o.6% dopo una giornata di perdite ben più pesanti, che avevano fatto pensare a una chiusura drammatica.

Secondo gli analisti, gli investitori sono rimasti confusi tra un incredibile numero di indicatori economici contraddittori. Per questo le Borse orientali hanno avuto un andamento oscillante durante tutta la giornata, chiudendo tutte con perdite lievi, ma senza riuscire a risalire la china del segno negativo. Insomma, i mercati continuano a essere contraddistinti da un’estrema volatilità. Lo stesso Dow Jones americano ieri in apertura ha registrato un ottimistico +4%, ma ha poi chiuso con il -4%.

Finora, le paure sulla crisi del debito in Europa sono state marginalizzate a Paesi più periferici, come la Grecia e il Portogallo, ma adesso soffia un nuovo vento di preoccupazione per la condizione delle economie dei “big” dell’Unione, a cominciare dalla Francia, che sembrano essere in seria difficoltà.

Nicolas Sarkozy è rientrato in anticipo dalla ferie per seguire l’evoluzione della situazione dalla poltrona di comando dell’Eliseo. Ieri l’indice di Parigi ha registrato un pesante -5,5%, nonostante le rassicurazioni dell’esecutivo sul fatto che il rating della Francia non è a rischio. E a nulla sono servite anche le rassicurazioni di Moody’s, di Standard&Poor’s e di Fitch. Le agenzie hanno confermato che le tre A della Francia non sono minacciate, ma gli investitori hanno mantenuto intatto il loro scetticismo riguardo alla salute finanziaria del Paese e alla stabilità del suo settore bancario, oggetto di pesanti speculazioni sui mercati internazionali.

Parigi annuncerà nuove misure il 24 agosto, per ridurre il debito e restituire stabilità al mercato. Il governo francese si è impegnato a ridurre il suo deficit pubblico, che tocca il 5,7% del Pil, al 4,6% per l’anno prossimo e al 3% nel 2013. E proprio il prossimo anno Nicolas Sarkozy correrà per il secondo mandato da presidente e la soluzione della crisi economica potrebbe essere la sua carta vincente per restare all’Eliseo o, viceversa, per dargli l’addio.

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Il 23 Agosto 2011 alle 16:43 Borse asiatiche altalenanti. Anche la Francia nel mirino degli speculatori | bluhost.cu.cc ha scritto:

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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