Ogni crisi economica ha la sua causa in una bolla speculativa. Parola di Ron Paul, classe 1935, combattivo esponente repubblicano del Texas e candidato per la destra libertaria. Una sorta di “Pannella americano”, come lo ha definito il Corsera.
Che ieri ha pubblicato un’intervista in esclusiva. Secondo Paul, infatti, nei primi anni 2000 è scoppiata la bolla tecnologica, poi è toccato all’immobiliare che tre anni fa ha alimentato la bolla finanziaria. E ora è giunto il momento della bolla del dollaro. “La crisi è ormai mondiale”, dice Paul e il dollaro è il suo catalizzatore. Gli Stati Uniti non faranno un default, ma restituiranno “carta deprezzata attraverso l’inflazione”. Gli effetti si vedono sul mercato monetario, dove tutti comprano il franco svizzero, e sull’oro che è aumentato di prezzo. “Parlano di bolla dell’oro. Ma non è lui che sale: è il dollaro che perde valore”, aggiunge Paul.
Ed ecco la soluzione proposta provocatoriamente (mica tanto) dal senatore repubblicano: se il dollaro ormai non è in grado più di regnare, occorre tornare all’oro. Del resto di una nuova Bretton Woods se ne era parlato anche nel 2008 in Europa, ma poi non se ne fece nulla…
- Giovedì 18 Agosto 2011

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Commenti
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Il 31 Agosto 2011 alle 9:43 L'incubo del ritorno all'oro, la fine del signoraggio del dollaro - Politica in Rete Forum ha scritto:
[...] Una Bretton Woods per salvare il mondo - Politica e mercati, in un intreccio - Il Sole 24 OREPoliticainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Politicainrete Se il problema è la bolla del dollaro Ogni crisi economica ha la sua causa in una bolla speculativa. Parola di Ron Paul, classe 1935, combattivo esponente repubblicano del Texas e candidato per la destra libertaria. Una sorta di “Pannella americano”, come lo ha definito il Corsera. Che ieri ha pubblicato un’intervista in esclusiva. Secondo Paul, infatti, nei primi anni 2000 è scoppiata la bolla tecnologica, poi è toccato all’immobiliare che tre anni fa ha alimentato la bolla finanziaria. E ora è giunto il momento della bolla del dollaro. “La crisi è ormai mondiale”, dice Paul e il dollaro è il suo catalizzatore. Gli Stati Uniti non faranno un default, ma restituiranno “carta deprezzata attraverso l’inflazione”. Gli effetti si vedono sul mercato monetario, dove tutti comprano il franco svizzero, e sull’oro che è aumentato di prezzo. “Parlano di bolla dell’oro. Ma non è lui che sale: è il dollaro che perde valore”, aggiunge Paul. Ed ecco la soluzione proposta provocatoriamente (mica tanto) dal senatore repubblicano: se il dollaro ormai non è in grado più di regnare, occorre tornare all’oro. Del resto di una nuova Bretton Woods se ne era parlato anche nel 2008 in Europa, ma poi non se ne fece nulla… Se il problema è la bolla del dollaro - Economia - Panorama.it [...]
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