La recessione è inevitabile?

Borsa di Milano (DANIEL DAL ZENNARO/ANSA /KLD)

Borsa di Milano (DANIEL DAL ZENNARO/ANSA /KLD)

Dopo il secondo giorno da incubo nel giro di un mese per le borse mondiali (298 miliardi bruciati in Europa, di cui 20 a Milano), torna lo spettro di una nuova recessione negli Usa, che secondo Dani Rodrik, professore di Economia ad Harvard intervistato stamane su La Stampa, “a questo punto è inevitabile”.

La situazione attuale, a detta di diversi analisti e gestori, è diversa da quella che seguì nel 2008 il fallimento di Lehman Brothers. Però siamo vicini al precipizio: nel marzo 2009 lo S&P era vicino a quota 660, oggi viaggia a 1.140 punti. Piazza Affari raggiunse quota 12.600, mentre oggi è di poco sotto i 15.000 punti.

I margini per scendere ancora ci sono e Morgan Stanley ieri ha avvertito: Usa e Eurolandia sono “pericolosamente vicini alla recessione”. E non è forse un caso che ieri il Wall Street Journal dava notizia di un’intensificazione dei controlli della Fed sulle filiali americane delle banche europee, per accertarsi che queste siano capaci di concedere prestiti e di far fronte agli impegni finanziari in caso di una nuova crisi.

La preoccupazione sull’altra sponda dell’Atlantico è che la crisi del debito sovrano nel Vecchio Continente riporti i mercati indietro al 2008, quando il sistema finanziario rischiò la paralisi.

Commenti

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Il 19 Agosto 2011 alle 19:31 pv21 ha scritto:

Manovra da RIFARE >

Da una sponda all’altra dell’Atlantico l’economia non tiene l’atteso ritmo di crescita.
A fine anno il nostro PIL sarà ancora al 95% di quello ante crisi del 2007.
Senza un tasso di crescita superiore all’1% non basterà neppure una manovra da 110 miliardi a scongiurare altri “sacrifici”.

PRIORITARIO è definire le misure e gli interventi necessari a rilanciare attività imprenditoriale e consumi interni. E’ il PRIMO OBIETTIVO da perseguire “ad ogni costo”.
E’ poi NECESSARIO liberarsi di gran parte di quella enorme “ZAVORRA” costituita da evasione e corruzione, dai costi, dai privilegi e dagli sprechi della macchina pubblica.

Fissati QUESTI obiettivi, rispettata l’equità sociale, chiedere “sacrifici” ai cittadini avrà allora un senso. Una manovra da 110 miliardi (o forse meno) avrà trovato il suo scopo.

Il tempo è galantuomo. Non cancella le VOCI DENTRO L’ECLISSI di uomini esempio di coerenza, rigore e impegno civile …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps3.html

Il 23 Agosto 2011 alle 16:39 La recessione è inevitabile? | bluhost.cu.cc ha scritto:

[...] Un commento [...]

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richard-branson
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