
(Credits: AP/Color China Photo)
La Cina potrà sopravvivere all’eventuale tracollo economico degli Stati Uniti? A porsi questa domanda è la BBC, consapevole del fatto che nonostante la Repubblica popolare continui ad essere la nazione che esporta di più al mondo e la seconda potenza economica globale, con un prodotto interno lordo che aumenta a una media del 9% annuo, un ulteriore rallentamento della crescita occidentale non potrà non avere pericolose ripercussioni anche in Oriente.
Da qualche tempo una buona parte delle aziende che è cresciuta solo grazie all’export inizia ad avere delle difficoltà. Alcune imprese hanno iniziato già nel 2008 una ristrutturazione che ha permesso loro di aumentare la produttività interna riducendo i costi e, allo stesso tempo, di mettere sul mercato prodotti sempre più avanzati a prezzi competitivi, mantenendo così la loro posizione sul mercato. Ma un nuovo crollo dell’export potrebbe creare problemi anche per queste aziende. La Cina è diventata un gigante grazie all‘interscambio con l’estero, e questa situazione, nonostante i tentativi di ristrutturazione e di ribilanciamento dei fattori di crescita annunciati nel 2008, continua a renderla particolarmente vulnerabile a fronte degli eventuali alti e bassi della bilancia commerciale.
E’ vero, Pechino negli anni della crisi se l’è cavata molto meglio di tante altre nazioni, ma non riuscirà a proteggersi per sempre. Se nel 2008 il partito è riuscito a minimizzare i danni dello scossone finanziario anche con l’aiuto di migliaia di miliardi in sussidi, non è detto che nel 2011 possa farlo di nuovo. Pechino non può permettersi di continuare all’infinito a costruire nuove città, distretti finanziari e infrastrutture se il paese non ne ha bisogno. Anche perché se tutti questi appartamenti, uffici e nuovi mezzi di trasporto non verranno utilizzati e i prestiti alle banche con cui sono stati costruiti restituiti, il paese potrebbe trovarsi a dover affrontare nuovi problemi: inflazione, bolla immobiliare e indebitamento eccessivo. E molti economisti hanno calcolato che le province meno virtuose della Cina siano già più indebitate della Grecia.
- Martedì 23 Agosto 2011
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