
Il presidente della Geox Mario Moretti Polegato oggi a Milano per la presentazione di un n uovo prodotto. DANIEL DAL ZENNARO/ANSA
Guido Fontanelli
Tassare di più i ricchi? Beh, insomma, penso che dovrebbero pagare tutti, ricchi e poveri. Non è che io ho intrallazzato in questi anni… Ho costruito un’azienda globale, ho creato posti di lavoro». Un po’ si alza il tono di voce di Mario Moretti Polegato, fondatore della Geox e sesto uomo più ricco d’Italia con una fortuna stimata dal periodico americano Forbes in 2,3 miliardi di dollari. Non lo dice, ma l’idea che lo Stato metta le mani nel suo portafoglio non piace affatto all’uomo che ha inventato la scarpa che respira. Almeno di primo acchito. Poi, dall’alto di un’impresa presente in 106 paesi con un fatturato di 900 milioni e una storia di appena 15 anni, Polegato recupera il tono cordiale e articola con Panorama il suo ragionamento sulla proposta montezemoliana di un’una tantum a carico dei milionari per risanare i conti dello Stato.
Allora, pagherebbe l’una tantum? Anche alcuni Paperoni francesi e americani chiedono di pagare più tasse…
Ma certo, sono disposto a dare qualcosa in via straordinaria. Così come è pronto a farlo qualsiasi italiano, se gli viene spiegata bene la situazione. In cambio però il governo mi deve dare segnali veri di cambiamento che riguardano la politica e i giovani. Nella politica ci sono troppa burocrazia, inefficienza, nepotismo: la soluzione è eliminare i politici di professione imponendo solo due mandati agli eletti, così come succede con i sindaci. Per quanto riguarda i giovani, bisogna introdurre un sistema che consenta alle imprese di assumere ragazzi tra i 20 e i 27 anni pagando i contributi solo in piccola parte. Avere troppi giovani disoccupati è un grande problema: senza lavoro non c’è democrazia.
Quindi alla fine è d’accordo con Luca di Montezemolo.
Sono disposto a dare se vedo un vero rinnovamento, altrimenti tra qualche anno siamo al punto di prima.
Bisogna tassare di più i patrimoni?
Starei attento: invece di investire in Italia e creare qui un patrimonio, la gente va altrove.
Della manovra che giudizio dà?
Bisogna farla, perché in questo momento l’Italia è il cerino del mondo. Scontenterà qualcuno, è inevitabile. Ma è importante che i sacrifici siano accompagnati da quel cambiamento della politica che dicevo: non possiamo avere al Parlamento le stesse persone da 40 anni. E poi ci lascino scegliere liberamente chi votare, non essere costretti a votare solo i candidati indicati dai partiti
DISPOSTI A PAGARE DI PIU? Sì, no, forse
«Il criterio di solidarietà progressiva è comprensibile perché più alto è il reddito minore è il sacrificio. Ma prima vorrei vedere tagli seri ai costi della politica e una tassazione coerente delle rendite finanziarie (anche del 25 per cento) oggi privilegiate rispetto a quelle del lavoro. Se ciò non fosse sufficiente a risanare i conti, allora sarei disposto a versare un contributo di solidarietà anche per due o tre anni».
Sergio Dompè , presidente Dompè farmaceutici
«Ho sempre creduto al ruolo sociale dell’imprenditore, verso il Paese, verso il territorio e per il futuro dei nostri figli. Si tratta di una solidarietà verso un bene comune e sarei disposto a pagare più tasse degli altri anche se i conti dell’Italia andassero bene. Il mio non è un baratto».
Nerio Alessandri, fondatore Technogym
«Sono contrario alla patrimoniale sulle persone ad alto reddito, siamo già tra i più tassati in Europa. Provocherebbe solo una fuga di capitali all’estero. Serve piuttosto un taglio della spesa pubblica, una riforma dello Stato. Solo allora i più ricchi sarebbero disposti a collaborare».
Bernabò Bocca, presidente Federalberghi
«Anche se da anni risiedo a Londra, da italiano, come propone Montezemolo, sarei più che disponibile ad aiutare il mio Paese in questo momento di crisi. Una patrimoniale sui ricchi mi sembra la soluzione migliore a patto che si tratti di una soluzione seria e che il governo inizi a vendere ciò che non sa più gestire».
Flavio Briatore, imprenditore
«Ritengo giusto che, come osserva Luca Cordero di Montezemolo, in questa fase di crisi i più ricchi intervengano per aiutare il Paese. Non vorrei però che la patrimoniale venisse letta come una sorta di espiazione, una punizione per i più redditualmente fortunati. Perché non abbiamo mica vinto al Totocalcio, dietro le nostre ricchezze ci sono delle intelligenze».
Carla Fendi presidente onorario, gruppo Fendi
«Sono d’accordo ad affrontare qualsiasi tipo di sacrificio per aiutare l’Italia, ma devo anche essere certo che il mio intervento serva e che tra sette od otto mesi non ci venga riproposta una nuova emergenza. Accanto allo sforzo di noi imprenditori il governo deve prendere una strada definitiva verso il risanamento e soprattutto recuperare credibilità verso i cittadini. Perché il problema oggi non sta tanto nel chi deve pagare ma nel fatto che gli italiani non si fidano».
Giovanni Malagò, proprietario Samocar
- Giovedì 25 Agosto 2011
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Commenti
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Il 25 Agosto 2011 alle 17:38 giuseppacaradonna ha scritto:
per tassarsi loro stanno fagendo un macello e soldini ce li hanno …devono fare la legge capito …per prendersi la tassa di soledarieta dall assegno di disoccupazione dei poveracci ke sono con le spalle al muro non hanno kiesto permesso a nessuno.300 euro su 3000 euro
Il 26 Agosto 2011 alle 19:21 tartarimarco ha scritto:
caro giuseppacaradonna , tu sei uno di quei bastian contrari che non sono mai contenti, nemmeno se a pagare sono gli altri, apprezzo invece questi imprenditori che
amano il nostro paese
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