Euro: la domanda che nessuno fa

Monete da un euro (ANSA/CLAUDIO ONORATI)

Monete da un euro (ANSA/CLAUDIO ONORATI)


Tra le tonnellate di inchiostro utilizzato per parlare della crisi del debito sovrano c’è una domanda che nessuno fa (o che spesso si evita): del resto, chi se la sente di fare la Cassandra? Eppure a quella fatidica domanda (eccola: è possibile che l’euro imploda?) ha provato a rispondere Alessandro Penati, economista della Cattolica, oggi su Repubblica.

“Sì. Il rischio è reale. Anche se nessuno sa in che modo potrebbe accadere - scrive Penati - perché non è previsto nei trattati. Per quanto piccola la probabilità, meglio esserne consapevoli e tenere bene in mente le conseguenze disastrose che avrebbe per il nostro paese”.

Per la verità, che l’euro riesca a sopravvivere, gli osservatori se lo chiedono da due anni, ossia da quando gli investitori hanno iniziato a scappare dal debito dei cosiddetti paesi periferici (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), ritenuti sempre meno affidabili.

La risposta, a detta di molti, non può che venire dai paesi più ricchi dell’Ue (di cui l’Italia non fa parte: noi siamo coi Piigs). Le opzioni sembrano essere soltanto tre.

La prima è quella che l’editorialista olandese Arie Elshout, del quotidiano Volkskrant, ha chiamato “il dilemma dell’alpinista”: lasciare indietro i feriti per evitare che muoiano anche gli altri, ossia formare due gruppi di paesi dell’eurozona o addirittura l’abbandono dell’euro da parte dei paesi più ricchi.

La seconda soluzione, invece, prevede il trasferimento di ricchezza dai paesi più ricchi a quelli più deboli, ma il rischio è di finire in un circolo vizioso dei prestiti a ripetizione; senza contare che la Bce non potrà continuare a comprare sul mercato titoli di Stato dei paesi periferici, come ha fatto in queste settimane, per stabilizzare lo spread dei rendimenti con i Bund tedeschi, benchmark dell’eurozona.

La terza via, infine, sarebbe quella degli eurobond (nella versione di Tremonti - Junker o di Prodi - Curzio). Ma anche in questo caso bisognerà convincere i paesi più ricchi.

UN SERVIZIO DI EURONEWS (APRILE 2011) SUL RISCHIO IMPLOSIONE IN EUROPA

Commenti

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Il 25 Agosto 2011 alle 19:27 pv21 ha scritto:

Pro memoria >

Nello spazio di un mese una duplice manovra da 110 miliardi e tale da “AFFONDARE le mani” nelle tasche degli italiani.
Il cuore di Berlusconi “gronda sangue” per una manovra bis dettata da “una crisi planetaria” che, si giustifica Tremonti, “non era prevedibile”.

Nessun “DUBBIO” per un tasso di crescità che è, da mesi, la metà della media europea.
Nessun “RAMMARICO” per un Debito pubblico cresciuto in soli 3 anni di oltre 290 miliardi di euro superando quota 1900.
E’ dal 1994 che Berlusconi promette di abbassare le tasse.
Mai un “CENNO” ai circa 650 miliardi di Debito accumulati nei 9 anni di suoi governi.
Ha battuto anche CRAXI che in 4 anni (84-87) di governo fece salire il Debito di “appena” 240 miliardi.

Intanto la crisi, ex ripresa passata a semi crescita e poi a ricaduta, continua a gravare sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

Il 25 Agosto 2011 alle 21:08 Euro: la domanda che nessuno fa | bluhost.cu.cc ha scritto:

[...] Un commento [...]

Il 28 Agosto 2011 alle 11:14 indigesto ha scritto:

Argomenti seri, che coinvolgono l’economia di troppi paesi, le cui risorse e di cui produttività non sono estranei ai cancri che li hanno da sempre afflitti. Ogni patto, soprattutto ecomico, va fatto tra uguali; diversamente diventa leonino. I nostri mali sono di natura endemica, che non saranno mai risolti da alcun governo di turno. Soprattutto da quei governi espressi da coloro che intendono il lavoro in chiave parassita e giammai in chiave produttiva. Se a questo si aggiunge il parassitismo della classe politica, sindacale, e tutto ciò che ne consegue, si capisce che ormai siamo la palla al piede, indesiderata, dell’Europa. Interpretare tuttoquesto col basso profilo della politichetta di giornata, espressione di uno dei tanti cancri che affliggono il nostro paese, è modestia mentale e malafede!

Il 28 Agosto 2011 alle 12:33 pv21 ha scritto:

ORACOLO >

TREMONTI vuole subito gli EUROBOND e respinge come “cosa strampalata” l’obiezione di un nostro evidente vantaggio a scapito di Francia e Germania.
Non ricorda le puntuali “riserve” espresse da Merkel e Sarkozy su chi pagherebbe il conto?

PRIMA dovrebbe darci altre spiegazioni.
Quale Ministro dell’Economia dovrebbe dirci a cosa sono serviti i 650 MILIARDI di Debiti (di cui 290 dal 2008) accumulati con i vari governi Berlusconi.
Dovrebbe chiarire perché Trichet, Merkel e Sarkozy ci hanno “DETTATO” una manovra da 50 mld prima di convincersi a comprare i nostri Btp.

Basta dire che la crisi “non era prevedibile” quando “i mostri si avvicendano”?
Esibirsi in citazioni, metafore e responsi è espediente tipico di un DOSSIER ARROGANZA …
http://www.vogliandare.it/nat/.....sd1.html

Il 5 Settembre 2011 alle 13:46 marvis55 ha scritto:

Alcuni dubbi e qualche certezza:
Il primo dubbio è che l’euro sia stata una mossa strategica di Germania e Francia per mettere l’Italia fuori gioco rendendo di fatto meno competitivi i nostri prodotti sui loro mercati.
La prima certezza è che la svalutazione del dollaro ha reso ancor meno competitivi i nostri prodotti sul mercato mondiale.
Il secondo dubbio è che forse l’euro, essendo una moneta non stampabile dall’Italia avrebbe potuto o dovuto costringerci ad un rigore nella spesa pubblica che forse poteva farci tornare virtuosi.
La seconda certezza è che tale meccanismo virtuoso non si è compiuto, abbiamo continuato a spendere come prima, se non più di prima con il risultato che se prima eravamo indebitati in lire, con la possibilità di stampare moneta per ripagare il nostro debito, o di svalutare, o non so cosa, oggi siamo indebitati in euro, una valuta che non possiamo gestire, ma solo subire. Pertanto, visto che la nostra economia, per quanto detto sopra circa la mancanza di competitività, non potrà mai riprendersi, ma solo peggiorare, non riusciremo mai a ripagare tale debito e possiamo aspettarci di dover cedere qualche nostra regione a qualche paese confinante che sia disposto ad accollarsi il nostro debito.
Morale SCAPPARE dall’euro il più presto possibile, tornare ad avere una moneta che sia l’espressione della nostra economia, sicuramente molto più debole dell’euro, grazie alla quale torneremo alla grande su tutti i mercati con i nostri prodotti finalmente competitivi, torneremo ad attrarre turismo, incrementeremo l’occupazione, attrarremo investimenti produttivi stranieri.
Per contro sarà molto difficile per noi acquistare auto straniere, fare le vacanze all’estero, consumare energia, in poche parole diventeremo ottimi venditori e pessimi compratori. Solo allora l’economia si riprenderà, lo Stato tornerà ad incassare imposte consistenti, grazie alle esportazioni incasserà valuta pregiata con cui ripagare il maledetto debito in euro e vivremo tutti felici e contenti.
Se viceversa continueremo con questo maleficio, la maggior parte delle nostre aziende chiuderanno, la disoccupazione esploderà come il debito pubblico, scoppierà la guerra civile e purtroppo sarà troppo tardi per tutto!
Meditate gente, MEDITATE!

Il 16 Settembre 2011 alle 1:51 bruno1946 ha scritto:

A mali estremi, estremi rimedi. La situazione economica potra’ cambiare solo con un fallimento, altrimenti si rischia di bruciare risorse e concludere niente.
Ripartendo da zero, bisogna ridurre le spese e investire per la crescita.
Le parti sociali a partire dll’imprenditoria, sindacati, pensionati, questione meridionale e pubblica amministrazione non devono piu’ essere tabu’, va tutto rivisto e modificato dove c’e’ bisogno. Meglio essere consci della realta’ e fare i cambiamenti di nostra iniziativa prima di sbattere la testa contro il muro.

I tedeschi hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire il caos economico, va da se che siano virtuosi e riluttanti ad aiutare gli altri. Per noi italiani, questa e’ un’opportunita’ piu’ unica che rara, perche’ non c’e’ volonta’ di cambiamento a meno che non si sia costretti.
Re-introdurre la lira, mettere la casa in ordine e rientrare nell’euro con regole chiare.
L’Europa soffre di crescita troppo veloce e disordinata. L’unione economica e monetaria deve avvenire prima di quella politica e non viceversa. Ci sono stati troppa euforia e troppo ottimismo, mentre si ingnorava la realta’.

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richard-branson
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