
(Credits: Epa/Wu Hong)
Chi avrebbe mai immaginato che, nel ventunesimo secolo, qualcuno avrebbe ancora pensato di investire nei raccolti agricoli per superare la crisi? Del resto, stupisce molto di meno ricordare che tanti di quei ragazzi che da giovani hanno passato le estati a lavorare nei campi per accumulare un po’ soldi si sono poi iscritti all’università con l’ambizione di trovare un lavoro con uno stipendio sicuro sin dal primo giorno del mese, evitando così di dover dipendere dagli andamenti dei raccolti. Come è successo a Perry Vieth, anche se, dopo 38 anni nel privato, si è ritrovato “in campagna” come co-fondatore di un fondo di investimenti, Ceres Partners, che gestisce ben 61 fattorie che valgono, complessivamente, più di 63mila dollari.
Le terre di Vieth si trovano nell’Illinois, nell’Indiana, nel Michigan e nel Tennessee. “Quando mi è venuta l’idea di investire nelle fattorie nessuno dei miei colleghi riusciva a capire la logica del mio progetto”. E invece Ceres Partners continua a generare profitti. Anche perché da quanto i prezzi dei generi alimentari sono aumentati, sono in tanti gli imprenditori disposti a investire una parte dei loro capitali in terreni agricoli americani, europei, australiani o africani.
Perry Vieth, infatti, non è l’unico ad aver deciso di arricchirsi con la terra. Un fondo controllato da George Soros possiede il 23,4% dell’azienda agricola sudamericana Adecoagro, e molti altri come lui stanno comprando le campagne di tutto il pianeta. Il problema è che a forza di investire si potrebbe creare una pericolosa bolla speculativa, ma anche questa prospettiva non basta a frenare uomini d’affari come Stephen Diggle che, nel 2008, ha acquistato 3.250 ettari in Uruguay, tre terreni più piccoli in Illinois e 32 ettari in Nuova Zelanda. “Dopo il crollo di Lehman Brothers tanti hanno pensato di potersi sentire più sicuri puntando sull’oro o su altri metalli e pietre preziose. Ma la massima sicurezza la danno ora i generi alimentari, visto che la loro domanda non potrà mai calare. Chi teme la formazione di una bolla speculativa sbaglia, e oggi, con i mercati così in subbuglio, si tende a usare questo termine un po’ a sproposito”.
- Venerdì 26 Agosto 2011
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Commenti
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Il 26 Agosto 2011 alle 21:28 L’investimento perfetto in tempi di crisi? Una fattoria | bluhost.cu.cc ha scritto:
[...] Lascia un commento [...]
Il 29 Agosto 2011 alle 11:25 afrusgamba ha scritto:
Se 61 fattorie valgono 63000 dollari devono essere dei piccoli orti !
Prego verificare.
Il 29 Agosto 2011 alle 11:28 paolovip ha scritto:
Secondo Astarita 61 fattorie varrebbero 63mila dollari? Beh, visto i prezzi, allora questa mattina ne compro anch’io un paio…
Il 29 Agosto 2011 alle 13:11 claudia astarita ha scritto:
Ebbene, questi sono i dati confermati da Ceres Partners.
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