
Il profilo di Bill Gross, guru del risparmio gestito, sul sito Pimco
C’è chi, quando commette un errore, non ha timore di dirlo in pubblico. Nemmeno se di mezzo ci sono milioni e milioni di dollari. E lo ha fatto in questi giorni sulle colonne del Financial Times, Bill Gross, fondatore di Pimco, uno dei più importandi gestori di fondi comuni negli Usa e soprannominato The King of Bond.
Che, semplicemente, ha ammesso di aver sbagliato quando in primavera ha deciso di vendere tutti i Treasury a 10 anni in portafoglio del Total Return Fund, scommettendo su un aumento dei rendimenti, visto che - diceva - si mantenevano “artificialmente cari”.
I rendimenti dei bond del Tesoro Usa, invece, si sono abbassati nei giorni scorsi sotto il 2% (ai minimi dagli ultimi 60 anni), facendo aumentare i prezzi (anche nella newsletter di settembre, per esempio, Mr.Pimco sembra non aver cambiato idea e ha continuato a mettere in guardia gli investitori dal comprare bond Usa perché “stanno scontando un mucchio di problemi”).
La storia impazza da alcuni giorni sui principali quotidiani di lingua inglese, finanziari e generalisti (qui un post sul L.A. Times). Ma lui ha liquidato tutto con una battuta: “Ci siamo arresi e abbiamo comprato un po’ di Treasuries”. Sbagliando si impara. E vale anche per i guru.
- Giovedì 1 Settembre 2011
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Commenti
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Il 2 Settembre 2011 alle 18:26 pv21 ha scritto:
Senza fine >
Il 9 giugno scorso BERLUSCONI dichiarava che “l’attività del governo ha del miracoloso” tanto da meritare “un monumento”. Per arrivare al pareggio di bilancio, aggiungeva, basterà “un intervento INFERIORE a 1 punto di Pil”.
Erano forse parole profetiche?
A luglio il Parlamento ha approvato “di corsa” una manovra da 70 miliardi. A ferragosto, incalzato da Trichet, Merkel e Sarkozy, il governo ha varato una manovra bis da 45 miliardi per pareggiare il bilancio nel 2013.
Ora, dopo l’atteso vertice di Arcore, Berlusconi si dichiara “molto soddisfatto” di una manovra che “è molto migliorata senza modificare i saldi”.
Passano 24 ore ed i conti non tornano più per circa 15 miliardi, cioè per 1 PUNTO di Pil.
Metà della cifra dipende dal contributo di solidarietà cancellato e dai minori tagli ai trasferimenti agli Enti locali.
Il resto dal ½ punto IN MENO che registrerà di fatto il Pil rispetto alle attuali stime “ufficiali” per il prossimo biennio. Tant’è che la Bce, oltre Bankitalia, INSISTE da tempo sull’adozione di interventi e misure “efficaci” per lo sviluppo economico.
Quanto manca alla manovra TER?
Intanto la crisi, la ex ripresa passata a semi crescita e poi a ricaduta, grava sul paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html
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