La Grecia non rispetta gli obiettivi di disavanzo. Torna l’incubo del default

Manifestazione contro le misure di austerity (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Manifestazione contro le misure di austerity (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Nel 2010 l’Europa ha messo a disposizione un fondo di 110 miliardi di Euro, con l’aiuto dei quali Atene avrebbe dovuto essere in grado di ridurre del 7,6% il suo deficit. E invece è sempre più probabile che la Grecia non ce la farà, così mentre in Europa tornano a rincorrersi le voci di un possibile default, aumentano i timori per i dieci miliardi di euro di bond che arriveranno a maturazione nel mese di dicembre e che potrebbero rimanere scoperti.

A far salire la tensione ha contribuito l’annuncio, nel fine settimana, della scelta di Unione Europea, Banca Centrale e Fondo Monetario di sospendere temporaneamente la loro quinta missione annuale nella capitale ellenica “per dare più tempo al governo per completare il programma di bilancio per il 2012“. I colloqui con i rappresentanti di Bruxelles sono finalizzati all’ottenimento dell’autorizzazione dell’ultima tranche di aiuti (8 miliardi di euro) del pacchetto da 110 miliardi.

La ripresa dei colloqui è stata fissata per il 14 settembre, ma la Grecia ha ammesso che “la recessione è più grande di quanto i partner europei avessero previsto”. Non è ancora possibile basarsi su dati definitivi, ma il Ministro dell’Economia Evangelos Venizelos ha riconosciuto che “l’economia del paese potrebbe ridursi di quasi cinque punti percentuali quest’anno, un calo maggiore che renderà difficile per la Grecia raggiungere i suoi obiettivi di disavanzo“. Non solo: il Ministro ha specificato che solo un quarto della deviazione del budget è dovuto all’effetto della recessione. Un chiarimento che ha spaventato ancora di più i mercati, visto che si tratta dell’ammissione implicita di quanto Atene non sia stata in grado di rispettare quelle misure di austerity che l’avrebbero dovuta aiutare a risanare il bilancio dello Stato.

Eppure, negli ultimi mesi la Grecia ha ridotto di un quinto i salari dei dipendenti pubblici e le pensioni, ha aumentato tasse e tariffe dei servizi pubblici e persino l’Iva sugli alimentari. Ma non è ancora riuscita a far approvare l’incremento delle entrate fiscali o a cancellerare la spinta verso le privatizzazioni. E se non riuscirà a ottenere gli ultimi 8 miliardi di aiuti promessi dall’Europa il paese potrebbe ritrovarsi nel caos.

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