
Panorama.it per Prestiti.it
In un’Italia che fa sempre più fatica a stare dietro a conti, spese e bollette, aumentano le famiglie che ricorrono al credito al consumo e ai prestiti personali per gestire al meglio le proprie finanze e realizzare piccoli progetti.
Gli italiani che richiedono un prestito hanno bisogno di maggiore chiarezza per capire meglio come scegliere tra le varie offerte del mercato, a questo proposito il Governo ha voluto favorire la trasparenza dei contratti per il credito al consumo, introducendo a livello legislativo dalle nuove norme. L’obiettivo è proprio quello di garantire costi confrontabili (comprensivi di ogni dettaglio), pubblicità leggibile, dettagli informativi che precedano la stipula del contratto, chiarezza nel TAEG e assenza totale di scritte invisibili in genere piazzate a fondo pagina.
L’applicazione di questa nuova normativa però sembra inficiata da una trasparenza “a singhiozzo”. Lo conferma un’inchiesta di Altroconsumo che ha visitato 180 negozi sparsi in nove città: Bari, Bologna, Genova, Milano, Napoli, Prato, Roma, Torino, Verona. Nel 62% dei casi di acquisto di elettrodomestici, mobili o attrezzi sportivi per cui sia stato chiesto un prestito, l’addetto alla vendita non comunica il Taeg o ne fornisce uno sbagliato. Nel 78% dei casi, l’Ebic, il modulo europeo che contiene le informazioni sul credito al consumo, obbligatorio – secondo la normativa e secondo Altroconsumo – per essere informati in moda tale da decidere consapevolmente, non viene consegnato al consumatore. La possibilità di rateizzare, in genere, viene presentata frettolosamente con indicazioni sommarie o senza indicazioni e il Taeg non viene dichiarato nel 24% dei casi. Latitano anche le informazioni sul recesso e il contratto non viene consegnato quasi mai.
Altroconsumo mette in rilievo come la preparazione del personale addetto al credito sia un passaggio fondamentale per fare in modo che prestiti vengano firmati in modo attento e responsabile. I risultati dell’inchiesta di Altroconsumo e le infrazioni alla legge verranno inviati a Bankitalia e al Garante per la concorrenza e il mercato. L’equazione che spinge Altroconsumo, come altre associazioni di consumatori, è: consumatori più consapevoli uguale prestiti adeguati, uguale meno sofferenze per il sistema.
Il testo della notizia è fornito da Prestiti.it il comparatore di prestitionline che confronta i prodotti delle più importanti Banche italiane.
- Lunedì 19 Settembre 2011
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