- Tags: austerity, crisi-economica, Default, dracma, euro, Grecia, Unione-Europea
- Un commento

(Credits: Ansa)
Negli ultimi giorni è stata presa in considerazione la possibilità che la Grecia esca dall’euro, visto che l’incontro dell’Ecofin dello scorso fine settimana non ha sciolto i nodi del suo salvataggio e il paese si trova costretto a dover studiare nuove misure di austerity. Tutto per ottenere la sesta tranche di aiuti da 8 miliardi di euro per riuscire a resistere, si spera, fino alla fine dell’anno.
In un quadro in cui i creditori chiedono ad Atene di tagliare nel settore pubblico e di migliorare il sistema fiscale e gli investitori, sempre più preoccupati, continuano ad abbandonare gli asset rischiosi dell’Eurozona, solo la cancelliera tedesca ribadisce di essere fiduciosa e invita governi e operatori finanziari a comportarsi in maniera da non innervosire i mercati. Consapevole che “la disgregazione dell’euro porterebbe inevitabilmente a quella dell’Europa”.
Anche per questo l’ipotesi di uscita dall’euro è poco realistica: non solo spingerebbe la popolazione a ritirare tutti i risparmi dalle banche per la paura di ritrovarsi con una dracma estremamente svalutata, ma diventerebbe anche impossibile convincere gli speculatori che paesi come Irlanda, Portogallo e Spagna riusciranno ad evitare il destino della Grecia. E per l’economia del Vecchio Continente un default allargato sarebbe un disastro.
Tuttavia, è impossibile trascurare il fatto che tutti gli aiuti che Atene ha ricevuto fino ad oggi sembrano essere serviti a poco, e che le misure di austerity volte a limitare la spesa stanno rallentando una eventuale ripresa. Per alcuni economisti, per salvarsi la Grecia avrebbe bisogno di importanti riforme strutturali e di una popolazione disposta a cambiare radicalmente le proprie abitudini. Ma per ottenere questo risultato servirà moltissimo tempo, e l’Europa non può aspettare. Ecco perché per l’economista Nouriel Roubini Atene potrà uscire dal “circolo vizioso di insolvenza, scarsa competitività e profonda depressione” solo avviando una procedura di default e scegliendo di ritornare alla dracma. Oppure, per evitare una misura così drastica che porterebbe il caos nel resto dell’Europa, Simon Tilford ha proposto un “congelamento temporaneo dell’euro” che aiuti Atene a risollevarsi senza creare il panico negli investitori.
- Martedì 20 Settembre 2011
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Commenti
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Il 27 Settembre 2011 alle 21:28 mark1157 ha scritto:
purtroppo, il sistema economico attuale, non può reggere più di qualche anno, perchè si basa su un nonsenso, tutte le aziende vivendo una concorrenza esasperata, sono portate a tagliare le spese in eccesso, limitando i guadagni della manodopera e decentrando le aziende in paesi del terzo mondo, per avere minori spese produttive, peccato che l’economia globale, si trovi poi ad affrontare crisi planetarie,perchè se crei disoccupazione, dove dovrebbero esserci gli acquirenti dei prodotti, chi mai comprerà quello che produci??? attualmente queste crisi hanno una valvola di sfogo, nei cosidetti paesi emergenti, ma provate a immaginarvi, quando in pochi anni, saranno saturi anche quei mercati…. l’idea fà spavento!Allora o si arriva a un governo mondiale e si cambia il modo di pensare (non dico le regole, perchè nell’attuale economia non c’è ne sono) basta pensare che un giorno di “paura” brucia in borsa cifre da capogiro o torneremo a combatterci con la clava!Purtroppo oggi abbiamo troppi “master” in economia che creano specialisti di un determinato settore, ma rischiamo che diventi come in medicina, con lo specialista di ogni branchia, ma non sò se qualcuno ha notato che il buon vecchio medico di famiglia, sapeva diagnosticare una menengite in cinque minuti, mentre oggi occorre il ricovero e almeno due giorni di esami clinici per accertare la stessa malattia.
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