L’impero del Sol Levante tende la mano alla Grecia. Il ministro delle Finanze di Tokyo, Jun Azumi, ha dichiarato che i Paesi dell’eurozona devono mettere a punto un piano efficace per tranquillizzare le preoccupazioni dei mercati internazionali e non ha escluso l’intervento del Giappone nel bailout di Atene. Oggi a Berlino la Merkel incontra Papandreou.
Poche parole, come è nello stile minimal dei giapponesi: “Se c’è uno schema che si basa su un processo rigoroso e che include un’ingente quantità di denaro ed è in grado di dare al mondo e ai mercati un senso di sicurezza riguardo al bailout della Grecia, allora non escluderei la possibilità che il Giappone si assuma un po’ di quel fardello“. Azumi ha parlato prima con l’agenzia Reuters e poi ha confermato alla Bbc. Parole d’oro le sue, che indicano il coinvolgimento diretto dell’impero del Sol Levante nella crisi che sta travolgendo l’eurozona e che hanno avuto un immediato effetto benefico sulle Piazze asiatiche.
In seguito alle dichiarazioni del ministro nipponico, oggi le Borse orientali hanno chiuso senza lasciare “vittime” sul campo, nonostante il loro andamento sia stato segnato da un’estrema volatilità. E’ chiaro che Tokyo sta tremando al pensiero che l’eurozona non riesca a salvarsi. L’Europa è infatti un mercato chiave per le esportazioni giapponesi ed esiste la fondata preoccupazione che qualora Bruxelles non riesca a trovare al più presto la strada per uscire dalla crisi del debito sovrano, allora la crescita globale potrebbe essere minacciata, così come perderebbero quota le merci giapponesi. Cosa che Tokyo, proprio in questo momento, non può permettersi.
Da qui la mano tesa ad Atene e all’Europa tutta. L’euro deve restare forte secondo Tokyo, altrimenti anche lo yen rischia un drammatico apprezzamento. La crescita dell’incertezza e la sensazione di instabilità sui mercati europei potrebbe spingere molti investitori a riversarsi sul “porto sicuro” rappresentato dalla valuta nipponica. Un trend del genere rafforzerebbe ulteriormente lo yen e lo farebbe apprezzare su tutte le altre monete in crisi, dollaro ed euro in testa, rendendo troppo “costose” le merci nipponiche e assestando un durissimo colpo all’export di Tokyo.

(Credits: Ap Photo/Petros Giannakouris)
Ma la Grecia può contare anche sul sostegno “senza se e senza ma” di un altro big. Oggi il premier greco, Georgos Papandreou, sarà a Berlino per incontrare Angela Merkel e metterla al corrente degli ultimi passi fatti dal Paese per risanare il buco nero del suo debito. L’incontro è delicato, perché cade proprio nel momento in cui Bruxelles sta decidendo se erogare l’ultima tranche di maxi-finanziamento per il bailout di Atene. Eppure, se da una parte la Merkel sembra incrollabile sulla decisione di salvare la Grecia per salvare l’eurozona, all’interno della coalizione di governo, ma anche all’esterno tra i Paesi membri del G20 e nei salotti finanziari europei, in molti si oppongono alla sua linea.
Uno per tutti, il neo presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Per molto tempo Weidmann è stato uno dei consiglieri più vicini alla Cancelliera, ma adesso è diventato uno dei suoi critici più feroci riguardo al salvataggio dell’euro. Il capo della banca centrale tedesca si oppone fermamente alle politiche della Banca centrale europea che compra bond dai Paesi colpiti dal debito. E c’è da dire che le idee di Weidmann si stanno guadagnando molti consensi all’interno dello stesso parlamento tedesco, dove sono improvvisamente fiorite schiere di novelli euroscettici.
- Martedì 27 Settembre 2011

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Il 29 Settembre 2011 alle 4:17 Economia e Finanza : Crisi dell’eurozona: Giappone e Germania corrono in aiuto della Grecia – L’ANALISI ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 29 settembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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