

di Giampiero Cantoni*
Che cosa vuole Emma Marcegaglia? La presidente di Confindustria ha svolto, in questi anni, un utile ruolo per il Paese: è indubbio, per esempio, che senza la capacità di lavoro che ha saputo profondere sul tema della contrattazione aziendale, sarebbe stato difficile fare passi avanti in quella direzione. Nell’ambito delle scelte sull’evoluzione del diritto del lavoro, ma non solo, Marcegaglia è stata quindi vicina e partecipe delle scelte del governo per il grosso della sua presidenza. Qualcuno è giunta ad accusarla di collateralismo rispetto al governo Berlusconi, e la sua scelta di impegnarsi al fianco dell’esecutivo ha suscitato più di un malumore nella gauche caviar confindustriale. L’ho sempre difesa non per gratitudine legata al fatto che milito nella parte politica che oggi regge le sorti del Paese: ma perché ritengo che abbia operato, in coscienza, per il bene delle imprese.
Ecco perché sono molto stupito dalle sue ultime uscite. Confindustria da una parte stringe un patto con la Cgil sui contratti, mirando di fatto a sterilizzare, almeno per ora, le implicazioni potenzialmente più rivoluzionarie dell’articolo 8 della manovra. Dall’altra, mette nel mirino l’esecutivo, chiedendo una discontinuità non sul piano delle politiche economiche: ma proprio su quello più strettamente politico. Emma è passata dal fare il presidente di Confindustria, che legittimamente ha risposte da dare alla domanda «come si governa l’Italia?», al militante politico, che ambisce a dare una risposta sua al quesito «chi governa l’Italia?». Signora, c’è vivo e vegeto Berlusconi, alcune sue proposte le ha recepite, ma non è il suo cuoco pronto a spadellare le sue ricette. Il momento è delicato, delicatissimo. Il nostro sistema bancario è fragile, gli spread sono fuori controllo, la governance di tutta l’economia europea abbisogna di un profondo ripensamento. Il presidente Giorgio Napolitano ci ha indicato, in più di un’occasione e da ultimo con un bellissimo e profondo intervento, la via da seguire. Coesione per tornare a crescere, coesione per ripensare assieme noi stessi, nella misura in cui ciò ci è richiesto dalla crisi attuale.
In questo quadro, un’associazione come Confindustria, che è forte di una conoscenza capillare dell’economia italiana sul territorio e di un centro studi che negli anni ha saputo indagare a fondo problemi e risorse del nostro Paese, avrebbe molto da fare per agevolare il ritorno alla crescita. Sarebbe prezioso ascoltare la voce degli imprenditori, recepire proposte e idee: ma potendole leggere nel merito, senza doverle leggere trasversalmente, alla luce dell’obiettivo politico della presidente. Già in Italia ci sono ex banchieri ed ex presidenti di Confindustria che giocano alla politica. Ci mancava davvero anche Emma Marcegaglia, per giunta quando ancora in carica?
In una democrazia complessa, i corpi intermedi giocano un ruolo chiave. Le associazioni di imprenditori, consumatori, lavoratori sono parte essenziale del dibattito democratico. E così lo sono, e sempre più anche in Italia, istituti di ricerca indipendenti, e think-tank: fra i pochi (penso all’Istituto Bruno Leoni e alla Fondazione per la sussidiarietà) a fare proposte concrete e non invece a giocare al risiko della politica. Ma c’è una differenza fra gli spazi della rappresentanza degli interessi e quelli del governo democratico. E riconoscersi l’un l’altro nel ruolo che gli compete è la prima e più importante garanzia di un dibattito fecondo e leale. Una Confindustria politicizzata non è nell’interesse dei suoi associati, che pagano per altri motivi la quota annuale. Emma Marcegaglia può sicuramente dare un grande contributo al Paese, scaduto il suo mandato lo farà nelle forme più opportune, ora deve farlo con la necessaria fairness anche verso i suoi associati. Che non vogliono essere tirati per la giacchetta nella discussione più strettamente, e sterilmente, politica.
* docente di economia internazionale, senatore Pdl e presidente della commissione Difesa
- Martedì 4 Ottobre 2011
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 6 Ottobre 2011 alle 6:16 Economia e Finanza : Controvento: Cara Marcegaglia non è il momento di scendere in campo ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 06 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.