- Tags: credibilità, crisi, declassamento, Eurozona, Moodys, rating, S&P's
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L’agenzia di rating Moody’s ha declassato l’Italia, portandola da quota “Aa2″ a quota “A2″. Secondo l’agenzia americana, che si allinea al giudizio già espresso da S&P’s, l’Italia è uno di quei Paesi considerati generalmente solventi, ma che corre un rischio di illiquidità, fortemente legato all’instabilità e alla volatilità del mercato, che potrebbe peggiorare nel breve periodo.
Il downgrading deciso da Moody’s è stato motivato con parole molto simili a quelle già espresse da S&P’s. Nonostante l’agenzia abbia dichiarato di ritenere che il rischio di un default italiano per il momento è un’ipotesi “remota”, ha tuttavia sottolineato “le incertezze economiche e politiche” che il Paese sta attraversando, e ha posto l’accento sulle sfide significative che l’Italia deve affrontare in un momento di debolezza economica strutturale. “L’outlook negativo (sull’Italia ndr) riflette gli attuali rischi economici e finanziari presenti in Italia e nell’eurozona”, ha dichiarato l’agenzia di rating, aggiungendo che “L’incerto ambiente di mercato e il rischio di un ulteriore deterioramento nella percezione degli investitori potrebbe limitare l’accesso del Paese ai mercati del debito pubblico”.
Il nuovo rating assegnato da Moody’s a Roma è inferiore di tre gradi alla precedente valutazione e mette l’Italia al pari di Malta e al di sotto di altri Paesi, come l’Estonia e la Slovacchia, sul fondo della lista “nera” d’Europa in quanto ad affidabilità nei confronti dei creditori. E’ un salto che porta l’Italia ad allontanarsi da Stati Uniti e Canada. Al di sotto di Roma ci sono solo altri quattro Paesi: Cipro (con un rating “Baa”) e il trio Irlanda (”Ba1″), Portogallo (”Ba2″) e Grecia (”Ca”), considerati come “spazzatura” dalle precednti valutazioni delle agenzie americane.
Secondo gli analisti il downgrade di Moody’s e la possibilità di un ulteriore declassamento qualora la situazione dovesse peggiorare, aumenterà la pressione sulle banche italiane, che sono fortemente esposte al debito sovrano. In aggiunta, lo “slittamento” dell’erogazione della nuova tranche di 8 miliardi di euro alla Grecia, ha seminato un’ulteriore incertezza sui mercati, rendendoli estremamente volatili. Ieri la Borsa di Milano ha ceduto l’1% e male anche le altre Piazze europee, segno che per la malattia che attraversa l’eurozona si è ancora molto lontani dal “recupero”.
Sferzanti le parole di un editoriale sul Financial Times, che non lesina le critiche ai Paesi dell’eurozona e che sposta l’attenzione su una crisi di credibilità politica, alla base della debolezza e della instabilità finanziarie che stanno vessando il Vecchio Continente: “Non c’è modo di agire di fronte a una crisi di fiducia in termini di consenso e investimenti che minaccia di lacerare il tessuto dell’integrazione europea“. “Atene, almeno - prosegue il quotidiano finanziario britannico - ha da tempo ammesso che il suo più grande deficit è un deficit di credibilità. L’eurozona dovrebbe fare lo stesso e provare a rammendare la sua sbrindellata credibilità. A cominciare dal dire quello che è sotto gli occhi di tutti: ossia che Atene non ha svolto il compito che le era stato assegnato nel 2011″.
- Mercoledì 5 Ottobre 2011

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Il 5 Ottobre 2011 alle 15:16 Economia e Finanza : Moody’s declassa di tre gradi l’Italia e la porta al livello di Malta ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 05 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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