
(Credits: Ansa)
di Andrea Telara
Un sospiro di sollievo, dopo un week end di paura. Gli investitori che hanno nel portafoglio i titoli delle maggiori banche italiane hanno vissuto così l’apertura odierna della Borsa di Milano, dopo il salvataggio di Dexia, il gruppo finanziario franco-belga finito sull’orlo del crack. Il temuto effetto-Dexia, infatti, a Piazza Affari non c’è stato. O meglio: c’è stato, ma in positivo, poiché le azioni dei più importanti istituti di credito del nostro paese hanno chiuso una giornata molto positiva dopo aver aperto le contrattazioni in rialzo già dalle prime ore del mattino, grazie allo scampato pericolo di un fallimento del gruppo transalpino, che avrebbe innescato un effetto-domino. Ma c’è di più. A giocare a favore è stato anche il clima di fiducia sul destino delle banche europee restaurato dal patto Merkel e Sarkozy ha fatto da volano a Unicredit, il piu’ internazionale degli istituti di credito del nostro Paese. Il titolo di Piazza Cordusio ha concluso con uno strappo del 12,21% a 0,96 euro in prossimità di quota 1 euro, abbandonata a metà agosto.
Anche Intesa Sanpaolo ha esultato con un +5,72% . Queste performance sono giunte, tra l’altro, dopo un ciclo positivo che ha visto le maggiori banche italiane recuperare in Borsa tra il 9% il 38% negli ultimi 30 giorni. Dunque, gli investitori si sono ormai accorti che erano sottovalutate.
Anche perché l’ipotesi che a Piazza Affari si verifichi un caso simile a quello di Dexia è considerata assai remota dagli analisti e dai gestori. «La solidità patrimoniale delle banche italiane non è in discussione», dice Mario Spreafico, direttore investimenti della divisione di private banking di Schroders. «I maggiori istituti del nostro paese risultano infatti poco esposti ai rischiosissimi bond della Grecia, per un totale di appena 1 miliardo e mezzo di euro, mentre la sola Dexia ne ha in pancia più di 3 miliardi». Inoltre, ad affossare i conti del gruppo franco-belga, secondo Spreafico, non sono stati soltanto i bond ellenici ma anche, e soprattutto, il cattivo andamento di un business poco praticato dagli istituti del nostro paese: i prestiti destinati agli enti locali e finiti in sofferenza, in particolare nei paesi europei finanziariamente più problematici come il Portogallo, l’Irlanda e la stessa Grecia.
Va ricordato, tuttavia, che pure nei bilanci delle banche della Penisola c’è un’incognita non trascurabile: la forte esposizione ai titoli del debito pubblico italiani, oggi nel mirino della speculazione. Soltanto IntesaSanpaolo, ad esempio, ha in pancia un quantitativo di Buoni del Tesoro per oltre 64 miliardi di euro, Unicredit per almeno 38 miliardi e il Monte dei Paschi per circa 25 miliardi. E’ quanto basta per spingere la maggioranza degli analisti, pur senza fare troppi allarmismi, a rilasciare delle raccomandazioni neutrali e attendiste sui titoli di tutti e 3 gli istituti. Come dire: attenzione a esultare troppo. Meglio aspettare che la situazione si calmi per poi decidere cosa fare delle azioni che si hanno in portafoglio.
- Lunedì 10 Ottobre 2011
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Il 10 Ottobre 2011 alle 20:16 Economia e Finanza : Borsa positiva dopo il salvataggio di Dexia ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 10 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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