- Tags: Giovanni Ferri, Italia, rating, Spagna, Standard and poors
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(Credits:AP Photo/Henny Ray Abrams)
di Antonio Calitri
Dopo l’Italia è arrivato il momento del declassamento della Spagna da parte di Standard & Poor’s, atteso addirittura prima di quello relativo al nostro Paese, e che apre qualche punto interrogativo. I fattori presi in considerazione per abbassare il giudizio sulla capacità della Spagna di ripagare il suo debito da AA a AA-, sono più “gravi” di quelli denunciati per l’Italia che secondo l’agenzia internazionale merita un “voto” di A (inferiore a quello iberico). E allora, come leggere queste operazioni?
Ne abbiamo parlato con Giovanni Ferri, professore di economia all’università di Bari, autore del volume “Le agenzie di rating” e consulente della procura di Trani proprio nelle indagini sulle possibili manipolazioni del debito italiano da parte delle agenzie.
A poco meno di un mese dalla bocciatura dell’Italia, S&P’s ha declassato anche la Spagna. Che ne dice?
Era nell’aria. Sembra quasi di essere al bowling dove i birilli cadono uno dopo l’altro. Per fortuna, a voler continuare con l’analogia, non hanno fatto strike.
Che differenza c’è tra le due mosse?
Ce ne sono tre. Il primo: sia per l’Italia che per la Spagna l’outlook, cioè la prospettiva di “salute”, rimane negativo. Ma la Spagna ha ricevuto un “voto” di AA- mentre l’Italia di A, inferiore di due tacche. Il secondo: differiscono le motivazioni del declassamento. Per l’Italia, Standard&Poor’s citava i motivi nel profilo di bassa crescita e nel fatto che la fragilità della coalizione di governo limiterebbe le capacità di rispondere alle sfide macroeconomiche. Per la Spagna, invece, oggi cita la bassa crescita, l’alto tasso di disoccupazione, la restrizione del credito, l’elevato livello dell’indebitamento privato. Terzo: l’impatto del declassamento del rating sull’andamento dei mercati.
E quindi, quali sono le conseguenze pratiche di queste due diverse bocciature?
Primo: l’Italia si colloca più vicino alla soglia dei titoli spazzatura, i cosiddetti junk bonds indicati con BB+. Mancano solo 4 tacche al ribasso. Per la Spagna, invece, ne servono 6. Secondo: il tratto distintivo dell’Italia è la fragilità politica, quello della Spagna il maggior indebitamento privato. Terzo: i mercati questa volta sono stati meno sensibili al declassamento o perché era già dato per scontato o perché la credibilità dei rating stessi si riduce quando diventano troppo variabili.
- Venerdì 14 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 15 Ottobre 2011 alle 5:16 Economia e Finanza : Standard and Poor’s, i rating su Italia e Spagna e le loro differenze – L’ANALISI ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 15 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 15 Ottobre 2011 alle 15:23 cirocola ha scritto:
Ma secondo me nemmeno il declassamento dell’Italia ha avuto effetti infatti nel giorno del taglio di Moodys la borsa ha guadagnato parecchio e lo spread bund btp si è ridotto.
I tagli a Usa, Spagna e Italia segnalano come ormai il mercato dia poco peso a queste operazioni, forse perché scontate, mentre ne danno troppo i politici e i giornali
http://ilcontodepositomigliore......com/
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