
Jean-Claude Trichet consegna a Mario Draghi la campana con cui si aprono i lavori dell'Eurotower (Credits:EPA/ARNE DEDERT)
La nona sinfonia di Beethoven, con le note dell’Inno alla Gioia, che accompagnano un breve filmato che ripercorre le tappe salienti della sua carriera. Finisce così, ufficialmente, l’era di Jean Claude Trichet, il presidente uscente della Banca Centrale Europea che il 1 novembre passerà il testimone a Mario Draghi.
In una cerimonia di commiato al Teatro dell’Opera di Francoforte con un parterre di ospiti d’eccezione, Trichet si è goduto dalla platea la lunga sfilza di elogi, più o meno di rito.
L’occasione è stata l’inaugurazione delle Giornate della Cultura organizzate ogni anno dalla Bce. Ma di fatto tutto ha ruotato intorno al saluto al Presidente, classe 1942, in carica dal 2003. Con i discorsi di rito.
A cominciare dal cancelliere tedesco Angela Merkel, seduta in prima fila proprio al fianco di Trichet, che ha lodato la capacità di autonomia della Bce, ammonendo ancora una volta sull’importanza della stabilità dell’Unione Monetaria: “Se fallisce l’euro, falliamo tutti”, ha detto in sostanza la Merkel, ripetendo un concetto già espresso più volte.
Anche il presidente della Commissione Ue José Barroso, quello dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker e il numero uno del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, hanno fatto a gara nel celebrare l’operato di Trichet, custode per 8 anni della stabilità finanziaria di Eurolandia.
Ma il discorso più atteso era senz’altro quello di Mario Draghi che, dopo le parole di rito sulla preziosa eredità lasciatagli dal presidente uscente, ha fatto capire di volersi muovere sulla stessa lunghezza d’onda: “Non c’è stabilità monetaria senza disciplina fiscale”, ha detto Draghi, ammonendo dunque i governi europei a non abbandonare il rigore nelle politiche di bilancio, come ha fatto il suo predecessore.
Poi, dopo due calorosi abbracci a Draghi, Trichet ha preso la parola per un breve, ultimo discorso di commiato, ribadendo l’importanza dell’autonomia della Banca Centrale e ricordando che la sua missione rimane principalmente una: garantire la stabilità dei prezzi, come è avvenuto dal 1999 in poi, con la nascita dell’euro “che non è una moneta debole e ha ancora ottimi fondamentali”, ha detto Trichet.
Ora, però, occorre trasformare Eurolandia in una vera unione economica, con azioni immediate e tempestive. Sarà un monito che probabilmente il numero uno della Bce ribadirà anche stasera in un vertice straordinario a Francoforte con la Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy, a cui parteciperà anche Draghi.
Poi, sull’era Trichet calerà definitivamente il sipario.
- Mercoledì 19 Ottobre 2011
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Il 20 Ottobre 2011 alle 0:15 Economia e Finanza : Bce, Trichet passa le consegne a Draghi ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 20 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 3 Novembre 2011 alle 18:39 Draghi taglia i tassi e si prepara a difendere l’Europa dalla recessione | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] taglio dei tassi di un quarto di punto, dall’1,5% all’1,25%. Così Mario Draghi ha iniziato il suo mandato alla guida della Banca Centrale Europea (Bce), prendendo una decisione a sorpresa che ha stupito tutti, a cominciare dagli operatori dei mercati [...]
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