Mutui in calo? Colpa della prudenza degli italiani

Mutuo casa: si cerca nelle ore di lavoro

Il dato preuccupante, dal punto di vista della crescita, è il forte calo a settembre della domanda di credito da parte delle famiglie italiane. In particolare, la brusca battuta d’arresto della richiesta di mutui , che ha segnato un calo del -23% rispetto allo stesso periodo del 2010, dopo un semestre in cui la decrescita è risultata già doppia cifra.

Lo segnala il barometro CRIF, società di Bologna specializzata nei sistemi di informazioni creditizie, secondo il quale nei primi nove mesi dell’anno il decremento complessivo della domanda di mutui ipotecari è stato dell’11%. Anche la domanda di prestiti personali e prestiti finalizzati torna a calare rispetto al corrispondente periodo 2010, segnando un -10%.

Ma cosa nascondono queste percentuali? “Sono diversi i fattori che spiegano questo fenomeno: il crollo dei mercati finanziari, le tensioni sul debito sovrano, i ripetuti interventi sul bilancio dello Stato, ma soprattutto il peggioramento della situazione occupazionale in Italia, che aumenta l’incertezza negli italiani”, spiega Maurizio Liuti dell’ufficio studi CRIF.

L’80% delle famiglie italiane, però, già possiede una casa. Il problema, quindi, riguarda soprattutto i giovani e le giovani coppie, spesso con un impiego precario. Il governo, infatti, ha pensato di inserire nel Decreto Sviluppo, solo per le giovani coppie di sposi, la garanzia dello Stato sul mutuo per la prima casa. Una norma che dovrebbe spingere i consumi, oltre che sostenere le famiglie. Per vedere la reale efficacia del provvedimento occorrerà aspettare ancora due o tre mesi, ma i dubbi non sono stati del tutto dissipati. “Se al posto del papà, come avviene oggi, ci pensa lo Stato a garantire il mutuo, non è detto che un giovane decida lo stesso di comprare casa: non lo farà, credo, se è un precario che non ha la sicurezza di avere una busta paga con cui poter pagare le rate del mutuo negli anni avvenire”, sottolinea Liuti.

Ma il dato sul calo delle richieste di credito rivela anche un aspetto positivo. “Gli italiani sono ancora cauti negli investimenti e resiste ancora una certa cultura contadina: quella che ci fa comprare un’auto o una casa solo quando ce la possiamo sul serio permettere. Le famiglie italiane, insomma, si confermano formiche e non cicale”. Il basso livello del debito privato italiano (unico punto di forza del paese) tira un sospiro di sollievo.

grafico-crif

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Il 21 Ottobre 2011 alle 6:16 Economia e Finanza : Mutui in calo? Colpa della prudenza degli italiani ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 21 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

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