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(Credits: Ansa)
di Giuseppe Cordasco
In Parlamento si è cominciato a parlare di una delle riforme che più da vicino potrebbero interessare le famiglie. Quella del fisco, il cui intento è quello di riequilibrare e ridistribuire i cosiddetti sconti fiscali, quelle che in gergo tecnico si chiamano anche “tax expenditures”, ossia il coacervo di deduzioni, detrazioni ed esenzioni, che in pratica riducendo il gettito fiscale, possono essere paragonati a una vera e propria voce di spesa.
Ma a quanto ammontano questi sconti fiscali di cui gli italiani, sotto varie forme che vanno dalla casa all’istruzione, dalla sanità alla famiglia, dal lavoro all’invalidità dalla disabilità ai cosiddetti consumi meritevoli, come quelli per alcuni generi alimentari di prima necessità, usufruiscono ogni anno?
A fare i calcoli, resi pubblici nel corso di un’audizione alla Camera, è stato il tavolo della riforma fiscale su “Sovrapposizioni tra Stato fiscale e Stato sociale”. I numeri dicono che le agevolazioni fiscali complessive ammontano a 114,569 miliardi di euro, che per il 70% sono legate al lavoro (54,2 miliardi) e ai consumi meritevoli (36,9 miliardi), con la casa che fruisce di benefici per 10,5 miliardi. In coda a questa classifica c’è purtroppo, e forse non è una sorpresa, il settore dell’istruzione con soli 344 milioni di euro di deduzioni.
Quello a cui punta la riforma è un riequilibrio di queste agevolazioni, cercando magari di rivederne alcuni criteri distributivi. Non è ancora chiaro quali ambiti si cercherà di favorire e quali invece dovranno magari fare i conti con diminuzioni sostanziose.
Le scelte sono infatti ancora da definire, ma tra le ipotesi messe sul tappeto, il tavolo della riforma fiscale ha proposto dei dati molto significativi sull’Iva. È stato infatti calcolato ad esempio che le aliquote agevolate, al 4 e 10%, sulle voci legate ai consumi delle famiglie, costano, in termini di perdita di gettito, quasi 30 miliardi di euro.
È questa la differenza che si ottiene infatti se ai beni agevolati si applicasse l’aliquota ordinaria del 21%. Ecco un classico esempio, che di certo non farà piacere a tanti, di come si potrebbe rivedere tutto il nostro sistema fiscale.
Una revisione forse necessaria se si pensa che noi abbiamo uno dei debiti pubblici più alti del mondo e allo stesso tempo però, in percentuale rispetto al Pil siamo secondi solo all’Australia nella speciale classifica dei Paesi con le maggiori detrazioni fiscali tra quelli appartenenti all’Ocse. Dopo Australia e Italia, nella graduatoria figurano Guatemala, Stati Unit e, Regno Unito. In coda alla classifica invece, cioè tra i Paesi dove meno pesano le agevolazioni del fisco, figurano Portogallo, Corea, Germania e Svizzera.
- Venerdì 21 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 21 Ottobre 2011 alle 11:15 Economia e Finanza : Fisco, un nuovo equilibrio per gli sconti alle famiglie ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 21 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 22 Ottobre 2011 alle 19:19 angelo41 ha scritto:
Ci avevano promesso il quoziente familiare.
Questa proposta che roba è?
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