
(Credits:ANSA)
di Giuseppe Cordasco
Il sit-in di Piazza del Popolo è in corso. La protesta dei lavoratori di Fiat e Fincantieri che hanno aderito allo sciopero della Fiom ha riempito pacificamente la piazza romana. Il 70% degli aderenti ha aderito, dichiarano dal sindacato. Ma al di là delle cifre, sono le motivazioni che non devono passare inosservate. A rischio ci sono migliaia di posti di lavoro. “Mettere insieme Fincantieri e Fiat ha un significato ben preciso: denunciare che non esiste una politica industriale nel nostro paese e che, per questo, dobbiamo rivendicarla”.
Le parole sono di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom. Che spinge per tentare di ottenere quanto, a suo parere, i lavoratori hanno perduto.
Nel caso Fiat si contesta la mancanza di un piano industriale definito che tenga in conto le prospettive di tutti gli stabilimenti in difficoltà. A partire da Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove la Fiat interromperà la produzione per lasciare spazio all’imprenditore molisano Di Risio.
C’è poi Villa Ufita, in provincia di Avellino, dove invece il Lingotto ha deciso la semplice chiusura dello stabilimento della Irisbus, l’unico che realizzava pullman in Italia e dove al momento nulla è chiaro sul futuro dei circa 700 dipendenti.
Infine c’è il nodo di Mirafiori a Torino: Sergio Marchionne ha annunciato di voler proseguire la produzione, ma senza fornire dettagli certi. Si parla della produzione di modelli Alfa Romeo e di un Suv, ma tutto è ancora vago.
La Fiom ha chiesto dunque di riunire le varie vertenze per fare in modo che Fiat scopra le proprie carte e faccia capire cosa intende fare a livello complessivo. Al momento sono arrivati però solo dinieghi da qui la scelta di decretare lo sciopero e scendere in piazza.
Una situazione a cui si è andata a saldare la vicenda, altrettanto preoccupante, dei lavoratori di Fincantieri, per i quali allo stesso modo si ventilano piani di forte riduzione occupazionale. Motivo di tensione è in particolare il cantiere genovese di Sestri Ponente, i cui lavoratori qualche giorno fa sono stati ricevuti anche dal Presidente della Repubblica Napolitano, che ha promesso di adoperarsi per trovare una soluzione.
Il problema sta nel fatto che il cantiere in questione dovrebbe subire dei lavori di ammodernamento, per i quali il governo dovrebbe stanziare circa 50 milioni di euro, che però causeranno l’interruzione delle attività lavorative per lungo tempo. E non va certo meglio nei siti produttivi di Monfalcone a Ancona dove sono state già decise delle riduzioni di personale. Tutto fermo anche per quanto riguarda gli altri due cantieri liguri di Riva Trigoso e Muggiano, così come per quello di Castellammare di Stabia in Campania.
Si attendono decisioni e l’agenda prevede per il prossimo 9 novembre un appuntamento a Roma, a cui alla presenza di vari ministri interessati ci sarà l’’ennesimo confronto tra azienda e sindacati.
- Venerdì 21 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 22 Ottobre 2011 alle 7:17 Economia e Finanza : La Fiom unisce i lavoratori Fiat e Fincantieri ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 22 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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