Merkel e Sarkozy: Italia come la Grecia. Servono riforme subito

(Credits: EPA)

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Nicolas Sarky al summit europeo“Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane: politiche, economiche, industriali. Il debito del Paese è alto. Ci aspettiamo che prendano decisioni serie per ridurre questo debito“. Lo hanno detto il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa conclusiva del vertice europe di Bruxelles.L’Italia è un problema. Come, se non più, della Grecia. Non a caso oggi prima del vertice europeo i due leader hanno avuto colloqui separati con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il primo ministro greco George Papandreu.

Il nostro paese è sotto osservazione. E dovrà presentarsi al G20 con misure serie, concrete e strutturate. Altrimenti, sembra di poter leggere tra le righe, sarà dura poter avere gli aiuti necessari per la ricapitalizzazione delle banche e dal fondo salvastati.

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Il 23 Ottobre 2011 alle 18:17 Economia e Finanza : Merkel e Sarkozy: Italia come la Grecia. Servono riforme subito ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 23 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 5 Novembre 2011 alle 11:52 Umiltà opportuna in un G20 di svolta | PierGiorgio Gawronski | Il Fatto Quotidiano ha scritto:

[...] paese irrinunciabile per la zona Euro” (tradotto: non vi abbandoneremo). Non erano stati questi i toni del vertice di Bruxelles una settimana fa. C’è però un limite alla cortesia internazionale, ed è la ferma pretesa, su [...]

Il 5 Novembre 2011 alle 11:54 Umiltà opportuna in un G20 di svolta | zuog.com ha scritto:

[...] paese irrinunciabile per la zona Euro” (tradotto: non vi abbandoneremo). Non erano stati questi i toni del vertice di Bruxelles una settimana fa. C’è però un limite alla cortesia internazionale, ed è la ferma pretesa, su [...]

Il 15 Dicembre 2011 alle 17:30 giancap47 ha scritto:

Per colpa del WTO, come nobili decaduti che considerano ineluttabile il loro declino, dovremo vendere, vendere e vendere BTP e pezzi dell’Italia agli stranieri all’infinito sino a diventare ospiti sgraditi di una terra non più nostra.

Tutti gli accordi del WTO hanno in comune alcuni punti micidiali, ribaditi e ripetuti come una litania in tutti i documenti:

1. Riduzione delle tasse doganali (dazi).
2. Trattamento di Nazione più favorita. Obbliga ogni Stato a trattare tutte le compagnie straniere allo stesso modo di quelle della nazione estera meglio trattata.
3. Trattamento nazionale. Obbliga i governi a trattare le compagnie straniere almeno allo stesso modo con cui tratta quelle nazionali. Questo principio mira a eliminare la possibilità di favorire i produttori locali.
4. Eliminazione delle restrizioni all’import-export delle merci.

Il problema è che questi principi sono giusti tra Nazioni con un costo della vita simile, ma, calati in una realtà molto differenziata, delineano un formidabile ambiente in cui la sovranità nazionale decade a favore delle società multinazionali.

A vent’anni di distanza si vedono gli effetti dello squilibrio creato dal GATT e dal WTO che hanno messo in competizione alla pari nazioni con un costo del lavoro di 25 € all’ora con nazioni con uno di 2 € !

Il lavoro si è tragicamente spostato in modo unilaterale, com’era sin troppo prevedibile ! Adesso i ns. politici piangono lacrime di coccodrillo per la ns. disoccupazione. L’hanno sottoscritta loro, magari prendendo mazzette dalle multinazionali !

Il WTO appare come un Patto Leonino, cioè un patto in cui una delle parti contraenti si prende tutto il guadagno e i costi li scarica sull’altra. Nel ns. caso, i Paesi sottosviluppati si arricchiscono troppo velocemente, mentre l’Occidente ne paga i costi sociali (deindustrializzazione, disoccupazione, taglio delle pensioni, aumento delle tasse, recessione, fuga dei cervelli, ecc.). Pensare che tale patto per la Legge italiana è nullo (Art. 2265 del Codice Civile), a tutela della parte soccombente che imprudentemente l’ha sottoscritto, perché la Legge presume che nessuno voglia deliberatamente nuocere a sé stesso e quindi presume che ci sia stato un raggiro.

Solo noi Paesi Occidentali, malati di democrazia, siamo stati così cretini da saper nuocere a noi stessi ! E’ così inverosimile quel che è successo che non si può non sospettare che la classe politica dell’Occidente (USA, Canada, e UE) si sia venduta alle lobby delle multinazionali. Preferisco pensare che un Renato Ruggiero si sia venduto, piuttosto che sia stato così stupido !

Il problema di oggi è che gli attuali professori non hanno ancora capito il disastro che è stato combinato dai loro lontani predecessori e quindi non si sono neppure posti il problema di trovare delle soluzioni, se non quella di iniziare a portarci gradualmente a guadagnare 2 € all’ora anche noi !

Il Brasile però la sua soluzione l’ha trovata: visto che non può tassare i prodotti importati, tassa le aziende che li importano. Hanno abbassato la tassazione della produzione al 25% e hanno portato all’ 80% quella sulle aziende importatrici di prodotti finiti, escludendo quindi le materie prime e la componentistica necessarie per la produzione locale. Perché non possiamo farlo anche noi ?

Il WTO è un patto scellerato a senso unico, un cancro che sta lentamente distruggendo il mondo occidentale, specialmente dal 2001, da quando, come se non bastasse, abbiamo accettato anche la Cina ! Questa volta non sono i barbari ad aggredirci, ma noi a volerci suicidare !

Perché ci devono essere nazioni che crescono a due cifre grazie a nazioni che, per sostenere la loro crescita, devono andare in recessione ? Secondo me basterebbero degli aggiustamenti di piccole percentuali per farci crescere quel tanto necessario da non creare drammi sociali, senza sconvolgere la crescita degli altri.

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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