
Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps (Credits:Marco Merlini / LaPresse)
È la carta da giocarsi. La riforma delle pensioni. Soprattutto quelle di anzianità. Antonio Mastrapasqua, il presidente dell’Inps lo ha detto chiaramente questa mattina. Non solo per allinearsi agli altri paesi europei, ma soprattutto per consentire alle casse dello Stato di risparmiare. Alberto Brambilla, economista e presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale presso il Ministero del Lavoro, quantifica le parole di Mastrapasqua: “Il prossimo anno si potrebbero risarmiare almeno 6 miliardi di euro, correggendo anche un’ anomalia tutta italiana”.
Questo nel caso in cui si innalzasse progressivamente a 67 anni l’età pensionabile. “Nel nostro paese i lavoratori si mettono a riposo molto prima che nel resto d’Europa: è un lusso che purtroppo oggi non possiamo più permetterci”.
Perché?
Innalzare l’età pensionabile ci consentirebbe di fare cassa. Elevando solo di un anno la soglia minima per accedere alla pensione di vecchiaia e a quella di anzianità, ad esempio, si potrebbero risparmiare almeno 6 o 7 miliardi di euro già nel 2012. Si tratta una cifra importante, che darebbe respiro ai conti pubblici in questo momento molto difficile.
I sindacati saranno subito pronti a dare battaglia. Non crede?
Purtroppo non possiamo nasconderci dietro a un dito e dobbiamo avere il coraggio di dire che, finora, in Italia abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità. Ci sono molte persone, ad esempio, che riceveranno molti più soldi di pensione, durante la vecchiaia, rispetto a quanto hanno versato come contributi nel corso della carriera. È uno squilibrio finanziario che, alla lunga, rischia di diventare insostenibile.
Non bastavano le riforme previdenziali del passato come quella di Dini del 1995?
Grazie alle misure adottate nei decenni scorsi, il nostro sistema previdenziale è riuscito a trovare un equilibrio finanziario nel lungo periodo. L’innalzamento dell’età pensionabile già nel 2012 , invece, darebbe benefici soprattutto nel breve termine. E sappiamo che il nostro paese ha dei problemi da risolvere abbastanza urgenti. Credo, però, che ci sia anche dell’altro da fare oltre a ritoccare l’età della pensione.
Ad esempio?
Prima o poi bisognerebbe rivedere il meccanismo degli ammortizzatori sociali che, in molti casi, durano troppo. Ci sono lavoratori che, tra cassa integrazione e mobilità, rimangono inattivi ben 2 o 3 anni.
Una ricetta impopolare, però…
Ripeto: in Italia c’è molta gente abituata troppo bene. Ci si lamenta dell’alta disoccupazione e poi si scopre che, per alcuni lavori, le imprese non trovano candidati e sono costrette ad assumere manodopera immigrata. Oppure, si dice che i giovani avranno delle pensioni da fame e, nello stesso tempo, in pochi pensano a farsi una rendita di scorta. Basti pensare che i fondi della previdenza integrativa italiani hanno un patrimonio, in rapporto al Pil, inferiore a quello che si registra in Nigeria.
- Lunedì 24 Ottobre 2011
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