
Il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti (Credits: Mauro Scrobogna/LaPresse)
di Giuseppe Cordasco
“La prima delle proposte nella lettera di intenti, una delle principali, è l’uso coordinato e definito dei fondi europei”. Le parole sono del Ministro dell’Economia Giulio Tremonti che questa mattina ha ribadito: “L’idea di usare meglio i fondi per il Sud è fondamentale” visto che è proprio lì che c’e’ la caduta del prodotto interno lordo. L’Italia, ha ricordato, è ”al terz’ultimo posto sui fondi europei dopo solo Romania e Bulgaria e questo è inaccettabile”. Ma il cammino in questa direzione non è facile. Per ragioni politiche. Ed anche economiche.
Si scrive Eurosud, ma per ora si legge “progetto indefinito”. È questa la definizione più sintetica che si può dare al momento del piano per il rilancio del Mezzogiorno annunciato già qualche giorno fa a Bruxelles da Tremonti. E non solo perché il ministro degli Esteri Frattini ha osservato: “Abbiamo appreso dai giornali di un piano per il Sud. A quanto ne so anche il presidente Berlusconi non ne sapeva nulla”.
Ma anche perché, mancando particolari sull’idea maturata dal titolare di via Venti Settembre, anche osservatori esterni ed esperti hanno difficoltà ad esprimere qualche giudizio tecnico. Quello che si sa finora, perché trapelato direttamente dall’entourage del ministro dell’Economia, è che si tratterebbe di una “radicale revisione strategica dell’uso dei fondi anche con una regia rafforzata sia per interventi di lungo periodo che per quelli con effetti immediati e rapidi”.
Il tutto tenendo conto del fatto che al Sud non c’è sviluppo, ma ci sarebbero sufficienti fondi strutturali comunitari da utilizzare, per cui non servirebbero risorse aggiuntive.
Il primo problema che si pone è proprio quello di capire a quali fondi faccia effettivamente riferimento Tremonti. “Esistono finanziamenti che rischiavano di essere persi al 31 dicembre di quest’anno” spiega Claudio Virno, economista ed esperto di finanza pubblica. Quanti? La forchetta oscilla tra 2 e 7 miliardi di euro. “Bisogna ragionare in termini di maglie larghe perché la normativa europea prevede che quando vengono decisi degli impegni di spesa con l’avvio di una gara pubblica, poi entro due anni bisogna effettuare i pagamenti”, dice Virno. “Se questo non avviene, i soldi vanno persi, e vengono distribuiti tra gli altri aderenti all’Unione”.
Se però si fa riferimento al totale dei fondi strutturali a disposizione (quelli a cui probabilmente pensa Tremonti), allora si parte da una cifra pari circa a 28 miliardi di euro, 21,5 dei quali destinati alle Regioni del Sud più depresse economicamente. A questi poi bisogna aggiungere i fondi di cofinanziamento che ogni Paese è obbligato a stanziare parallelamente a quelli dell’Unione, per un totale per l’Italia pari a circa 44 miliardi di euro.
“Mi risulta che solo il 10% circa di questi fondi sia stato già sfruttato sotto forma di pagamenti. Il resto o è stato solo impegnato, oppure semplicemente inutilizzato” dice Virno. Anche in questo caso mancano fonti ufficiali. Le stime dicono che circa il 50-60% dei fondi risulta già effettivamente impegnato con regolari gare d’appalto. Ciò significa che circa un 50% o poco meno del totale risulta inutilizzato.
Se dunque i fondi a cui Tremonti pensa di mettere mano fossero questi, allora staremmo parlando di cifre importanti. “Soprattutto considerando il fatto che non solo ci sarebbero da spendere i fondi inutilizzati, ma con speciali accordi anche una parte di quelli già impegnati potrebbe essere dirottata verso altri progetti” aggiunge l’economista.
Arrotondando le cifre, si arriva dunque a 20-30 miliardi di euro. “Se il progetto Eurosud ha come scopo quello di permettere una spesa rapida ed efficace, allora davvero si tratterebbe di mettere in campo pochi, ma grandi progetti, con una forte spesa concentrata, che dovrebbe avere l’obiettivo di rappresentare un volano per l’economia del Sud”.
- Mercoledì 26 Ottobre 2011
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Il 26 Ottobre 2011 alle 16:15 Economia e Finanza : Tremonti, il Mezzogiorno e il tesoretto da 30 miliardi dei fondi europei ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 26 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
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