- Tags: Cina, crisi-finanziaria, Europa, investimenti, lavoro, riserve
- Un commento

(Credits: AP/Color China Photo)
La Cina è pronta a sostenere l’Europa e “a discutere misure per rafforzare la cooperazione nel commercio, negli investimenti, nella finanza e nella tecnologia”, ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri cinese Jiang Yu. Pechino farà sicuramente la sua parte “per mantenere la stabilità dei mercati finanziari e per promuovere la ripresa della crescita dell’economia mondiale”, ha aggiunto sottolineando anche la soddisfazione del governo relativamente alle conclusioni del vertice europeo sulla crisi dei debiti.
Bruxelles ha chiesto aiuto alla Cina (e alle altre economie emergenti) e Pechino ha subito risposto.
Pur evitando di palesare i dettagli del suo prossimo intervento. In molti sono convinti che per un paese che detiene 3.200 miliardi di dollari di riserve in valuta straniere non possa essere così complicato “cederne” una parte all’Occidente in difficoltà, visto che, da un lato, sono state proprio Europa e Stati Uniti a trainare la crescita della Repubblica popolare per tanti anni permettendole, quindi, di accumulare riserve. Dall’altro, senza l’Occidente anche la Cina potrebbe avviarsi verso un’epoca di crescita estremamente rallentata.
E invece alla Cina le riserve servono. Un po’ perché anche il gigante d’Oriente non può vantarsi di avere un debito pubblico sotto controllo, e un po’ perché le evoluzioni della crisi finanziaria internazionale hanno spinto il governo ad essere ancora più previdente. Questo naturalmente non significa che la Cina volterà le spalle all’Europa. Tuttavia, quello che possiamo aspettarci è che Pechino aiuti sì Bruxelles, ma alle sue condizioni. E non trasformandosi nel salvadanaio europeo.
Per i cinesi non è mai stato facile investire in Europa, visto che i capitali orientali sono sempre stati interpretati come una minaccia per il mercato, non un’opportunità. Ecco perché fino ad oggi nell’Europa a 27 Pechino non è riuscita a investire più di 15 miliardi di dollari. Una cifra quasi insignificante se si considera che nei prossimi nove anni la Repubblica popolare ha in mente di spostare all’estero capitali per 1.000 miliardi di dollari. E dal momento che la Cina di oggi è interessata a comprare non solo materie prime ma anche grandi marchi, catene per la distribuzione e hi-tech, è evidente che l’Europa potrebbe aggiudicarsene una grossa fetta.
Per la Cina contemporanea è importante copiare sistemi industriali avanzati per realizzare, in patria, l’upgrade industriale di cui ha tanto bisogno, e all’Europa servono soldi e stimoli. Una convergenza perfetta, oggi. Che potrebbe presto smettere di piacere, non appena gli industriali d’Oriente inizieranno a dettare le proprie condizioni anche in termini di salari e orari di lavoro. Come è già successo in Africa.
- Giovedì 27 Ottobre 2011
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Commenti
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Il 12 Novembre 2011 alle 18:46 mioipe ha scritto:
“La Cina è pronta ad aiutare l’Europa. Con i suoi mille miliardi di dollari.”
Ma come sono bravi e generosi, poco generosi con il loro popolo e quindi con i loro lavoratori e vogliono aiutare noi?????
Non capisco…. oppure capisco?
Se accettiamo, visto che i problemi economici all’occidente, li stanno creando proprio loro, con il loro indecente costo del lavoro, cosa vorrano? Oppure cosa non vorranno che si faccia in caso del loro aiuto?
NULLA????????’
Svegliaa la 3° guerra mondiale è in atto!
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