Accordo UE, il giorno dopo: il plauso di Obama, l’euforia in Borsa, le polemiche nostrane

La borsa di Francoforte (Ansa/EPA/Marc Tirl)

La borsa di Francoforte (Ansa/EPA/Marc Tirl)

Dallo stallo alle stelle e, quando tutto sembrava in bilico, dopo il colpo di coda notturno dei leader europei con l’accordo su misure scaccia crisi, una generale atmosfera elettrizzata regna sovrana. Con l’euforia delle Borse, plausi da oltreoceano, e certo, immancabili, anche polemiche, soprattutto nostrane.

Sui mercati europei ieri si è scatenata una seduta spumeggiante, galvanizzata anche dai dati sul Pil americano, migliori del previsto. A Milano il Ftse-Mib ha chiuso con un più 5,49%, che bilancia diverse sedute deboli e incerte. A spingere i listini i forti rialzi dei titoli bancari, mentre le esigenze di ricapitalizzazione riscontrate dall’Eba, l’autorità europea che coordina le vigilanze nazionali sul settore, a circa 106 miliardi di dollari sono grossomodo la metà rispetto a quei 200 miliardi che si stimavano, settimane or sono, da elaborazioni del Fondo monetario internazionale. L’euro è schizzato sui massimi da quasi due mesi, oltre 1,41 dollari.

Dagli States arriva anche l’incoraggiamento di Barack Obama, che accoglie a braccia aperte l’accordo raggiunto tra i Paesi membri dell’Eurozona per ridurre il debito della Grecia e aspetta che il piano venga implementato “rapidamente”. Diamo il benvenuto “alle importanti decisioni adottate ieri notte dall’Unione Europea che stendono le fondamenta per una soluzione comprensiva della crisi nella regione… auspichiamo una piena e rapida implementazione del loro piano”, ha detto in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca.
Il presidente ha assicurato che gli Stati Uniti continueranno a sostenere l’Eurozona “nella speranza di poter sostenere la ripresa economica globale” e abbattere la disoccupazione.
Sulle pagine del Financial Times, inoltre, auspica che la crisi europea venga “risolta il più velocemente possibile” e che la sua soluzione includa la realizzazione di “una credibile rete di protezione che prevenga il contagio“.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy, in tutta la sua boria, non lesina commenti auto-incensanti e applausi ai protagonisti del vertice di Bruxelles (lui stesso incluso).
Con un intervento a reti unificate su TF1 e France 2, ieri sera è stato un fiume in piena, indicandosi tra i salvatori del mondo. “Senza l’accordo di ieri ci sarebbe stata una catastrofe non solo in Europa, ma nel mondo intero” ha scandito, sottolineando che gli effetti sarebbero stati “inimmaginabili”. “Se avessimo lasciato cadere la Grecia, dopo sarebbe toccato all’Italia. E poi sarebbe stata la fine dell’Europa”, ha detto ancora il presidente.

La cancelliera tedesca Angela Merkel, l’altra responsabile insieme a Sarkò del balletto di sorrisetti (forse sberleffi) all’Italia dei giorni scorsi, esprime soddisfazione per il pacchetto di decisioni, e invita “Italia, Spagna e Grecia a varare riforme strutturali”.

A proposito di Italia, da New York sono arrivate le felicitazioni della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia sull’accordo europeo e sugli impegni italiani accolti con soddisfazione dall’UE: è successo qualcosa “di molto importante”. La lettera che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato all’Ue è “positiva”.

L’operato dell’Italia resta comunque sotto l’occhio attento dell’Europa. Nei palazzi del potere comunitario fanno sapere che per Bruxelles e l’Eurozona l’Italia è “sotto sorveglianza costante”, attendendo le prossime mosse di Roma.
Secondo il quotidiano economico tedesco Handesblatt sull’Italia sarebbe inoltre in corso un vero e proprio pressing da parte dell’Eurozona, affinché chieda “al fondo salva-Stati Efsf un credito preventivo”, così da “avere la possibilità di farsi un’idea generale delle condizioni delle finanze dello stato italiano”.

Da parte sua Silvio Berlusconi, superato l’esame dell’UE, ha buon gioco a dire alle opposizioni di “smetterla con la cantilena delle dimissioni”, sollecitandole a sostenere piuttosto con senso di responsabilità e per il bene dell’Italia le misure sulle quali il vertice dell’Europa hanno dato l’ok.
Ma dalla lettera del Cavaliere all’UE, l’idea di facilitare i licenziamenti ha innalzato già un mare di polemiche e altolà. “Quando si parla con tanta leggerezza di licenziamenti per motivi di crisi” ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, “si deve sapere che in questo momento abbiamo 400 mila cassaintegrati che leggendo questa novità potrebbero apprendere che da oggi sono tutti licenziati”.
E dai sindacati, Luigi Angeletti, segretario generale UIL, ha già minacciato: “Non toccate le norme sui licenziamenti”.

Commenti

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Il 29 Ottobre 2011 alle 9:17 Economia e Finanza : Accordo UE, il giorno dopo: il plauso di Obama, l’euforia in Borsa, le polemiche nostrane ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 29 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 29 Ottobre 2011 alle 19:52 pv21 ha scritto:

Carosello >
Ultimo quarto di legislatura.

Berlusconi è stato “costretto” dalla UE a redigere il compendio delle sue ricette per il rilancio del paese.
Premessa NON SCRITTA è che “non ci sono soldi” e “non c’è nessuna fretta”.
Basta però sfogliare l’elenco delle “azioni” programmate da qui a fine anno.

Dalla “revisione” dei programmi cofinanziati dai fondi comunitari 2007-13 all’EMANAZIONE dei Decreti attuativi della riforma Gelmini del 2010.
Dall’approvazione di interventi per promuovere apprendistato e contratti part-time alla NOMINA di un’apposita Commissione per l’abbattimento del debito anche tramite dismissione del patrimonio.
Dalla definizione delle opere da subito cantierabili all’APPRONTAMENTO di leve fiscali per finanziare con capitali privati la realizzazione di infrastrutture.

Tutto il resto (concorrenza, liberalizzazioni, flessibilità del mercato, semplificazioni, ecc.) fa parte di impegni programmatici “spalmati” lungo l’intero anno 2012.
Tant’è che la Commissione UE chiede al Premier di dettagliare “URGENTEMENTE” contenuti e calendario delle riforme prospettate.
Annunci, promesse e proclami non risolvono una crisi che morde il paese come SE FOSSE STAGNAZIONE …
http://www.vogliandare.it/nat/.....ps1.html

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