La Grecia non è come l’Argentina. Almeno per i risparmiatori

Manifestazioni in Grecia (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Manifestazioni in Grecia (Credits: AP Photo/Lefteris Pitarakis)

Un taglio netto del 50% al valore dei titoli. È ciò che devono aspettarsi i risparmiatori che hanno nel portafoglio le obbligazioni della Grecia, dopo che le autorità politiche e finanziarie europee hanno deciso una svalutazione (haircut) del debito di Atene. Per fortuna, le famiglie italiane che hanno acquistato i bond ellenici sono poche. E non si ripeterà quanto accaduto con il fallimento dell’Argentina nel 2001.

Vincenzo Somma, responsabile dell’ufficio studi economico-giuridici dell”associazione Altroconsumo, sa per certo che le  banche sono state molto restie a vendere i titoli greci ai piccoli risparmiatori. I titoli di questo tipo quotati sul Mot (cioè il Mercato obbligazionario telematico di Borsa Italiana, a cui può accedere chiunque) hanno registrato negli ultimi mesi dei volumi di scambio ridotti all’osso, con poche centinaia di contratti giornalieri.

Nel caso della Grecia, dunque, non ci sarà  l’ennesima vicenda di risparmio tradito, come avvenne per i Tango bond, i titoli di stato della Repubblica Argentina, finita in bancarotta nel 2001. A quel tempo, negli sportelli delle banche, le obbligazioni-spazzatura emesse dal governo di Buenos Aires andavano via come il pane, e più di 200 mila risparmiatori furono convinti a sottoscriverle, allettati da rendimenti stellari attorno al 9-10% all’anno, mentre gli interessi dei vecchi e cari Bot stavano diventando sempre più avari.

Ora, a quanto pare, sia le banche, sia i risparmiatori privati hanno imparato la lezione, o almeno si spera. Tra gli acquirenti dei bond greci, oltre alle grandi istituzioni finanziarie internazionali, ci sono probabilmente soltanto alcuni investitori che si sono mossi con delle logiche speculative: hanno cioè acquistato le obbligazioni di Atene consapevoli del rischio a cui andavano incontro, quando le quotazioni dei bond erano già colate a picco,  attorno un valore di 30-40 euro, a fonte di un prezzo  di 100.

Adesso, però, questi investitori si trovano di fonte a un dilemma: meglio vendere i titoli subito o attendere la ristrutturazione del debito? I dettagli dell’haircut non sono ancora ben chiari ma, per Somma, è meglio aspettare . “È probabile che i vecchi bond ellenici vengano rimpiazzati da nuove emissioni con una scadenza più lunga o con  un prezzo sensibilmente inferiore a quello originario, ma comunque più alto rispetto alle  quotazioni registrate dai titoli sul mercato nelle ultime settimane”. Vendere le obbligazioni adesso, insomma, sarebbe soltanto un rimedio tardivo.

Commenti

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Il 28 Ottobre 2011 alle 18:17 Economia e Finanza : La Grecia non è come l’Argentina. Almeno per i risparmiatori ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 28 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 7 Marzo 2012 alle 8:36 Atene verso la fine del bluff « ETicaNews ha scritto:

[...] come macigni. Non molto tempo fa si potevano leggere articoli abbastanza rassicuranti riguardo i bond della Grecia. A distanza di davvero pochi mesi la stampa finanziaria chiarisce in modo definitivo cosa e come [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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