Crisi, l’Europa chiede aiuto al G20. L’FMI rivede strumenti anti-contagio

Josè Manuel Barroso ed Herman Van Rompuy (Ansa/EPA/OLIVIER HOSLET)

Josè Manuel Barroso ed Herman Van Rompuy (Ansa/EPA/OLIVIER HOSLET)

C’era da immaginarselo. Non potevano bastare una notte di super-vertice a Bruxelles e un insperato accordo su un pacchetto di misure per scongiurare la crisi dell’Eurozona.
L’Europa da sola non può farcela e ora viene allo scoperto, su più fronti.

Sono giorni di grande corrispondenza, questi. In una lettera ai partner del G20 (in programma il 3 e il 4 novembre a Cannes), i presidenti di Consiglio e Commissione, Herman Van Rompuy e Josè Barroso, chiedono “l’aiuto di tutti” e si appellano al “senso di comune responsabilità” per ridare alla Ue la spinta necessaria a rimettersi in piedi.
“Se noi in Europa abbiamo fatto la nostra parte, questa azione da sola non può assicurare ripresa globale e crescita equilibrata” scrivono. “C’è una continua necessità di azione comune da parte di tutti i partner del G20, in spirito di comune responsabilità e identico obiettivo”.
Assicurando comunque che l’Europa, nel frattempo, non siederà sugli allori di un accordo non ancora pronto a decollare. “Applicheremo le misure anti-crisi in fretta e con rigore fiduciosi che ciò contribuirà ad una rapida soluzione della crisi”. Ma se ciò non dovesse bastare, come sembra chiaro a tutti, il G20 - leggi Cina e Usa in primis - non può abbandonare i suoi partner europei.

Dall’altra parte, intanto, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) annuncia che è in corso un’operazione di revisione degli strumenti di finanziamento a sua disposizione per aiutare di più chi ne avrà bisogno.
“Nell’ultimo anno il Fondo si è impegnato in un processo di revisione degli esistenti strumenti di finanziamento, in linea con le riforme iniziate nel 2008/09 per aumentare l’efficacia e la flessibilità degli strumenti di prevenzione delle crisi” ha fatto sapere l’Fmi in una nota. “L’obiettivo della revisione è rafforzare la capacità del Fondo di mitigare il contagio fornendo liquidità ai paesi che hanno politiche e fondamentali forti e che sono colpite da stress sui mercati finanziari. Il rafforzamento degli strumenti punta a gestire i bisogni dei paesi membri. Strumenti che non sono mirati a particolari stati. Compiere progressi in queste aree era un importante aspetto dell’agenda del G20 messa a punto all’inizio dell’anno”.

Che l’accordo di giovedì scorso non fosse la soluzione a tutti i problemi in molti lo sospettavano fin da subito. Dopo l’euforia iniziale, i mercati lo hanno dimostrato venerdì, con evidente sfiducia.
Da parte britannica, non è solo sfiducia ma anche boicottaggio, con Londra che annuncia che non aiuterà in alcun modo il fondo salva-Stati, nemmeno tramite il Fmi. E anche il contributo Usa, tramite il Fondo monetario, è tutto da verificare, considerate le difficoltà di Obama già con la crisi americana.

Il piano europeo non convince il magnate americano George Soros, secondo il quale l’accordo “dimostra la mancanza di leadership di un continente”, e le dà al massimo tre settimane di vita prima di dimostrare il suo “completo fallimento”.

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Il 31 Ottobre 2011 alle 11:17 Economia e Finanza : Crisi, l’Europa chiede aiuto al G20. L’FMI rivede strumenti anti-contagio ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 31 ottobre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

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richard-branson
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