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- Un commento

(Credits: (AP Photo/Luca Bruno)
di Giuseppe Cordasco
I mercati crollano. Gli Stati crollano. Le Borse soffrono. E, in particolare, i titoli bancari. Anche quelli italiani. Ma perché tutto questo accanimento? “Le banche raccolgono la gran parte dei loro fondi dal cosiddetto mercato interbancario” spiega l’avvocato d’affari Giovanni Ragnoni Bosco Lucarelli, partner dello Studio Grimaldi Associati ed esperto di istituti di credito. “In pratica le banche di tutto il mondo si prestano i soldi tra loro, ma in questo momento di quelle italiane nessuno si fida più”.
Il motivo? “In questo momento i titoli che fanno più paura sono quelli del debito pubblico. Le banche italiane è vero che hanno pochi titoli del debito greco, ma ne hanno in cassaforte una gran quantità di quello italiano, che dopo quello ellenico è considerato quello più a rischio”.
I numeri: gli istituti di credito italiani hanno solo il 4% dei titoli greci in circolazione, ma hanno il 60% di quelli italiani. Le più esposte sono Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mps, non a caso le tre banche che ieri hanno subito il calo più vistoso in Borsa. Sono tanti titoli, potrebbero perdere di valore e quindi potremmo assistere a una chiusura dei rubinetti da parte degli istituti di credito internazionali rispetto ai nostri.
Ma quali sono le conseguenze sui cittadini? Le banche aumenteranno il costo dei prodotti finanziari che vendono alla clientela per recuperare quanto perso. “Quanti devono accendere un mutuo in questo periodo devono pensare che molto probabilmente il tasso complessivo aumenterà di almeno un punto percentuale” dice Ragnoni Bosco Lucarelli. Il motivo? Le banche alzeranno lo spread, ovvero il margine di guadagno che aggiungono al tasso di riferimento del mutuo e che finisce nelle loro casse. Paradossalmente però c’è un aspetto positivo che riguarda chi un mutuo già lo paga. “In questo caso la rata scenderà, perché i tassi di interesse resteranno bassi e, molto probabilmente scenderanno”.
E la nota dolente è per le imprese. “Mentre le banche continueranno a concedere mutui ai privati, benché più cari, per i prestiti alle imprese la situazione è completamente diversa. Queste sono le operazioni più a rischio, perché in periodo di crisi le aziende possono fallire più facilmente, di conseguenza le banche prestano loro il denaro con sempre maggiore difficoltà”. Un circolo vizioso che naturalmente porta a minore produzione e conseguente perdita di posti di lavoro.
- Mercoledì 2 Novembre 2011
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Commenti
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Il 3 Novembre 2011 alle 5:21 carlo.tosi ha scritto:
Banche sotto stress? Necessità di una cura? Altro che cura, quà servono solo giuste, sacrosante e rigide regole! Le banche sono state lasciate libere di speculare a piacimento, ed in modi spudoratamente vergognosi. Hanno lucrato sui risparmi della gente, chiedendo interessi da usura, in cambio di rendimenti di 0,000qualcosa. Hanno piazzato in tuttio il mondo titoli spazzatura, spacciandoli per investimenti d’oro. HAnno fatto (e fanno ancora) il bello e cattivo tempo finanziario, senza che qualcuno ponga loro un altolà! Questo è il vero problema. Si continua a permettere alle banche di far girare per i mercati titoli falliti e marci, nel tentativo di appioppare il debito a qualcuno, di solito i piccoli risparmiatori. Senza che nessuno fermi queste istituzioni piratesche legalizzate, mettendo severe regole di comportamento. Finchè non si arriverà a questo, le banche saranno sempre libere di provocare disastri finanziari, assorbendo e distruggendo il risparmio privato, ma ricavandone comunque enormi utili, utili che spariscono nelle tasche voraci di pochi speculatori o società finanziarie. E quando come ora, sono in difficoltà, pretendono anche aiuti di stato! Ma pensa che bello, lo stato deve aiutare delle agenzie di ladrocinio legalizzato, che hanno fatto sparire miliardi di risparmio! Proprio edificante! Ti credo che mezzo mondo è incazzatissimo contro le banche, come può essere altrimenti?
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