Crac Grecia, per gli scommettitori è una certezza

(Credits: AP Photo/Petros Giannakouris)

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Il fallimento della Grecia? Una certezza. Almeno per J62 e gli altri anonimi scommettitori statunitensi che nei mesi scorsi, attraverso la piattaforma on line Intrade, hanno puntato migliaia di dollari sul crac di Atene entro la fine del 2011. Se succederà davvero potranno dire di essere tra i pochi ad averci guadagnato. All’inizio dell’estate le opzioni relative al fallimento ellenico valevano poco più di un dollaro, e c’è chi ne ha fatto incetta. Rivendendole oggi se ne incasserebbero 4,79. Oppure si può aspettare il crac e intascarne 5.

È andata bene anche a chi ha puntato sul fallimento italiano entro la fine dell’anno: l’opzione, fino a pochi giorni fa quotata intorno ai 10 centesimi di dollaro, è schizzata a 32, superando quelle di Irlanda e Spagna. Nessuno, nella settimana precedente il G20 di Cannes, ha più puntato sulle insolvenze di Madrid o di Dublino, facendo abbassare sensibilmente le loro quotazioni. Restano davanti a noi, oltre alla Grecia, anche il Belgio e il Portogallo.

In queste ore però la maggior parte delle scommesse politiche e finanziarie che si trovano in rete ruotano attorno ad Atene e alle scelte del suo governo. L’irlandese Paddy Power quota ormai in negativo (significa che scommettendoci su, si vincerebbe meno di quanto puntato) il successo greco dei «no» al piano di salvataggio in caso di referendum e la permanenza in sella del premier Georges Papandreou almeno fino all’anno nuovo.

Sulla lavagna di William Hill, uno dei principali bookmakers inglesi, la chiamata alle urne ha fatto invece crollare le quote sull’uscita del Paese dal’Eurozona: fino a ieri chi puntava 10 euro sul ritorno alla dracma ne avrebbe guadagnati 35, mentre oggi dovrebbe accontentarsi di 21. Anche secondo Intrade è ormai scontato che almeno uno degli Stati europei abbandoni la moneta unica: sull’opzione ormai occorre puntare 6 dollari per vincerne 5.

Un altro operatore britannico, Ladbrokes, stila la classifica dei possibili uscenti: Grecia a parte, chi scommette oggi 10 euro sul ritorno della cara, vecchia lira ne incasserà, in caso di successo, 50. Seguono il Portogallo, la cui uscita viene pagata sei volte la posta e, a sorpresa, Francia e Spagna a braccetto: la ricomparsa di franchi e pesetas vale 10 volte la puntata originale. A qeste condizioni diventa pura fantascienza, secondo i bookmakers d’Oltremanica, l’adesione al sistema monetario unico da parte dei sudditi di Sua Maestà: per chi vuole tentare l’azzardo, comunque, l’ipotesi è in lavagna a 25 volte la puntata.

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