
Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti in una foto d'archivio (Ansa/Guido Montani)
Con il G20 di Cannes ormai agli inizi, il percorso di Silvio Berlusconi era segnato: approvare un decreto legge con le misure chieste dall’Europa e presentarsi ai leader mondiali con la legge già in tasca. A dimostrazione della bontà della parola data al vertice di Bruxelles. Ma dal Consiglio dei Ministri straordinario ieri appositamente convocato non ne esce fuori il decreto auspicato ma solo un maxi-emendamento da presentare al Senato alla legge di Stabilità.
A costringere il premier a rivedere la strategia sono stati i dubbi del Quirinale che, si spiega in ambienti parlamentari, non sarebbero nei confronti dello strumento del decreto in sé ma sulla efficacia di un provvedimento scritto in modo unilaterale dal governo ai fini della costruzione di una larga condivisione delle misure da approvare. Le perplessità del capo dello Stato si sommano al muro alzato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti da sempre favorevole a seguire la strada parlamentare.
Il Cavaliere si sarebbe opposto fino alla fine all’idea di mollare il decreto. E avrebbe imputato proprio al ministro dell’Economia - con cui oggi volerà a Cannes per difendere l’operato del governo per mettere al sicuro l’Italia dalla crisi economica - la colpa di mettere i bastoni tra le ruote anche con il Quirinale. Alla fine è comunque passata la linea del titolare di via XX Settembre che nella serata ha avuto un lungo colloquio al Quirinale con il presidente della Repubblica, probabilmente anche per fare il punto su questo argomento.
Secondo il capo del governo il cambio di strategia non gli impedirà, nella due-giorni in Costa Azzurra, di fornire rassicurazioni ai big 20, garantendo che le scadenze saranno rispettate e che tra 15 giorni sarà approvata la legge di stabilità che contiene il maxi-emendamento approvato dal governo.
La proposta di emendamento dovrebbe arrivare in Senato venerdì. Uno dei nodi è che la legge di Stabilità, così come previsto dalla riforma delle leggi di bilancio, non può essere emendata con qualsiasi tipo di contenuto. In particolare possono essere inserite le sole misure che hanno impatto diretto sui “saldi” e tra queste non possono figurare misure per lo sviluppo.
Potrebbero invece trovare spazio: le norme per le dismissioni del patrimonio pubblico, che incidono sul debito; le misure sul trasporto locale, che impattano sui conti degli enti territoriali; lo snellimento delle procedure della pubblica amministrazione; il capitolo lavoro (rilancio per giovani e donne, ma no la flessibilità in uscita); le norme per favorire le infrastrutture, che utilizzano la leva fiscale, e, appunto, la Tremonti-Infrastrutture.
- Giovedì 3 Novembre 2011
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