- Tags: ance, edilizia, Paolo Buzzetti
- 2 commenti

Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance (Credits: AlessandroParis/Lapresse)
di Giuseppe Cordasco
Rilanciare l’edilizia? Forse. La misura contenuta all’interno del maxiemendamento approvato mercoledì dal Consiglio dei ministri e che in teoria dovrebbe rilanciare il settore con incentivi fiscali (decurtamento dell’Ires e dell’Irap) per le imprese che investiranno nelle grandi opere pubbliche non convince molto Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili. “Secondo i nostri tecnici la norma potrebbe risultare di per sé inefficace se non associata ad una diminuzione parallela anche dell’Iva” dice Buzzetti a Panorama.it. “Inoltre dovrebbe essere estesa a tutta l’edilizia minore in modo da attrarre i capitali privati. Restiamo dunque in attesa per capire cosa verrà effettivamente approvato in sede parlamentare”.
Nel frattempo si confermano tutte le preoccupazioni per un comparto da tempo in grossa sofferenza. “Noi facciamo proposte ormai da due anni” attacca Buzzetti “ma purtroppo le nostre proposte sono rimaste inascoltate. Quello che chiediamo con urgenza assoluta è lo sblocco dei pagamenti della pubblica amministrazione che rischia davvero di metterci in ginocchio. Inoltre vorremmo che la si smettesse di puntare solo sulle grandi infrastrutture e si guardasse con più attenzione anche alle piccole e medie opere comprese quelle per affrontare il dissesto idrogeologico del territorio. Proposta anche questa caduta nel nulla”.
Oggi però Buzzetti trova un motivo di consolazione, dopo l’annuncio del taglio di un quarto di punto del tasso di riferimento sull’euro, voluto dal neo governatore della Banca centrale europea Mario Draghi. “Si tratta di una nota positiva perché significa che il denaro costerà di meno. E tutto ciò che va in questa direzione e che allenta i vincoli troppo rigidi del patto di stabilità non può che essere benvenuta”.
Per il resto però le note continuano ad essere dolenti. “C’è stata finora in Italia una politica volutamente penalizzante nei confronti delle costruzioni, una strada opposta a quella seguita in altri Paesi, come Francia, Germania, Stati Uniti, per non parlare della Cina, dove invece favorendo l’edilizia si è riusciti a dare una scossa all’intera economia”.
La richiesta esplicita dell’Ance è dunque quella di tornare a puntare con forza sulle costruzioni, perché da sempre questo settore è considerato un vero e proprio volano per tutta la filiera ad esso collegata. “Visto che si parla tanto di crescita e sviluppo voglio far notare che ridare ossigeno al nostro settore potrebbe davvero ridare fiato a mille attività dell’indotto. L’importante è che non si cerchino scorciatoie, che non si ammetta nessuna deroga alle norme e che tutto avvenga in trasparenza e con il massimo della concorrenza. Già oggi infatti ci sono circa 28 miliardi di euro di lavori dati in gare non aperte, e non vorremmo che questo trend aumentasse”.
- Venerdì 4 Novembre 2011
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 4 Novembre 2011 alle 12:55 vincenzobonasera ha scritto:
Salve a tutti.
C’è un meccanismo semplice per essere operativi in tempo reale e un testo integrale lo hanno avuto L’On. Tajani, l’On. Tabacci e il Presidente Piccola Industria/Confindustria Dr. Vincenzo Boccia:
- selezionare progetti di imprese che vengono giudicati meritevoli di essere sviluppati per via dei risultati generati (e la loro utile applicazione all’estero in mercati ricchi di liquidità) prima sulla carta e poi con il costante monitoraggio;
- far finanziare alle Banche i progetti “per filiera”, cioè dal primo fornitore all’esecutore e fino all’ultimo cliente;
- garantire i finanziamenti delle banche con l’intervento dei consorzi di garanzia fidi a corollario di quello di un fondo patrimoniale ove far confluire la disponibilità temporanea di tutti quei beni immobili che, man mano che vengono ripristinati, aumentano di valore o lo mantengono validamente inalterato nel tempo (a partire dai più malandati che valgono poco e che vengono valutati meritori di essere recuperati per l’aumento di valore che se ne ha);
- far pagare alle imprese finanziate come sopra il costo delle ristrutturazioni, con una seconda rata rispetto a quella del rientro del finanziamento avuto dalle banche e garantito dal fondo.
Così facendo:
- si crea lavoro
- si supera il problema BASILEA
- le banche erogano soldi (volendo, senza neanche doverli raccogliere)senza correre rischi venendo pre-garantiti dal Fondo
- il fondo acquisisce temporaneamente la disponibilità dei beni di scarso valore per restituirli e scorporarli a valore aggiunto dopo che le banche avranno avuto i loro soldi indietro anno per anno, sgravandosi proporzionalmente del carico di rischio man mano che i beni aumentano di valore intrinseco grazie alla miglioria stabilizzata e monitorata
- lo stato incassa soldi per il micidiale volano di attività che vengono generate (specie se mette temporaneamente a disposizione anche i suoi immobili da ristrutturare nel Fondo per farli ripristinare senza investire)
- il lavoro generato, in termini di posti occupati in tutti i settori, è altrettanto in valore molto alto, in uno con i consumi che riprendono vigore a vantaggio del resto del sistema con circolazione diretta di denaro e non più indiretta
- si ha lo sviluppo di formazione e di turismo ed artigianato ed enogastronomia e servizi e produttività, coordinabili sulla base dei valori di incremento dei PIL territoriali,
- gli immobili da dismettere hanno valore corretto aumentato
- le banche e le esattorie e le procedure fallimentari si sgravano di pesi che zavorrano conti e burocrazie
- le istituzioni, comprese quelle religiose (ci si auspica), hanno più appeal per gli investimenti italiani e stranieri per via dello stato migliore della parte cd. “hardware” del sistema-Paese
- etc…..
(spunto tecnico: Legge Marcora…; mai persa una lira di ritorno…)
Il 4 Novembre 2011 alle 15:16 Economia e Finanza : Edilizia, per il rilancio le nuove norme non bastano ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 04 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.