Sciopero benzinai, i motivi della chiusura

(Credits: Filippo Alfero / LaPresse)

(Credits: Filippo Alfero / LaPresse)

di Giuseppe Cordasco

Un mercato più liberalizzato, una pressione fiscale più bassa e il mantenimento di un bonus fiscale che il governo sarebbe intenzionato a revocare. Sono le ragioni per cui da domani scatterà su strade e autostrade (fatta eccezione per Liguria e Toscana colpite dall’alluvione) uno sciopero di tre giorni dei benzinai

“Da circa 20 anni” spiega a Panorama.it Roberto Di Vincenzo, presidente della Fegica Cisl, sindacato dei distributori tra i promotori della serrata “usufruiamo di un abbattimento forfettario del reddito d’imposta che complessivamente allo Stato costa 21 milioni di euro all’anno. Ci sembra uno sforzo minimo nei confronti di una categoria che anticipa circa 38 miliardi di euro di accisa. Ora c’è il rischio che questo bonus salti. Da qui la decisione dello sciopero”.

“Renderemo strutturale il bonus. Ma dovremo trovare insieme il modo di farlo. Un’ipotesi potrebbe essere quella di destinare al bonus sei millesimi sul prezzo”, ha risposto nel pomeriggio di oggi il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che domani incontrerà i sindacati dei gestori dei carburanti nel tentativo di scongiurare lo sciopero. Per evitare ulteriori aumenti per gli automobilisti, spiega, ”i sei millesimi sostituirebbero il contributo per gli alluvionati”, una volta esaurita l’emergenza nelle aree colpite.

Ma i benzinai sono decisi ad andare avanti: faranno sentire la propria voce anche per tornare a denunciare le ragioni per cui il prezzo dei carburanti in Italia resta così elevato. “Ci sono innanzitutto le accise” continua Di Vincenzo “come quelle che riguardavano la guerra in Abissinia, il terremoto di Messina o il finanziamento della missione militare in Libano, che ormai sono rimaste e fanno parte integrante del prezzo. Solo quest’anno poi è stato aggiunto 1 centesimo per il fondo per lo spettacolo, 4 centesimi per l’emergenza immigrazione e solo qualche giorno fa un centesimo per le ultime alluvioni. Senza contare che le Regioni possono aumentare l’accisa regionale di altri 5 centesimi e che 12 Regioni hanno anche già sfruttato la possibilità di applicare un’Iva aggiuntiva di 2,5 centesimi”.

Altro fronte caldo è  quello della concorrenza nel mercato dei distributori, considerata insufficiente. “Noi abbiamo presentato una proposta di liberalizzazione che permetterebbe ai singoli benzinai di approvvigionarsi da qualsiasi compagnia petrolifera e non più solo da quella di bandiera” dice Di Vincenzo. “Un’idea accolta anche nella prima stesura dell’ultimo provvedimento sullo sviluppo. Poi però come al solito non se ne è fatto nulla, perché le pressioni delle compagnie sono sempre troppo forti”.

Detto tutto ciò allora come si compone il prezzo che pagano gli automobilisti alla pompa? “Prendendo come riferimento un prezzo medio della benzina di 1,59 euro al litro” racconta Di Vincenzo “circa 0,50 euro sono il prezzo della materia prima. Ci sono poi circa 0,20 euro di costo industriale, che comprende il trasporto, lo stoccaggio e le spese di distribuzione. Siamo arrivati a circa 0,70. Qui scatta l’accisa, che nel caso della benzina è pari a circa 0,62 euro, naturalmente più Iva. Un valore che porta il risultato finale a 1,59 appunto. Voglio far notare che in tutto questo il ricavo del singolo distributore è pari sempre, indipendentemente dal prezzo finale, a circa 4 centesimi per litro”.

Da notare come il valore dell’accisa vari sensibilmente per il gasolio, per il quale è pari a circa 0,48 euro, e per il Gpl, dove scende a 0,2 centesimi. Da qui il motivo per cui questi due carburanti alla pompa costano di meno.

Commenti

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Il 7 Novembre 2011 alle 21:49 leyla_muc ha scritto:

Proviamo a lasciare a casa le auto superflue: se ci mettessimo d’accordo con chi fa il nostro stesso tragitto potremmo ridurre il numero delle vetture in circolazione, e risparmiare benzina!

Lo sciopero dei benzinai è l’occasione perfetta per provare… cercate i passaggi già inseriti nella vostra città su http://www.carpooling.it

Il 10 Novembre 2011 alle 17:13 - Vivi Capena ha scritto:

[...] del carburante e il bonus per i benzinai ne sono un esempio. In questi giorni è in corso uno sciopero delle pompe “dimezzato”, perché all’ultimo momento una parte dei distributori ha deciso di soprassedere. Il motivo è [...]

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