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La sede della Banca centrale europea a Bruxelles (Credits: DPA/LAPRESSE)
Non c’è due senza tre. Da ieri un altro paracadute, dopo quello della Ue e del Fmi, cercherà di frenare la caduta del debito italiano: la Bce. Gli ispettori dell’Eurotower, infatti, lavoreranno a fianco dei funzionari inviati da Bruxelles già a partire da domani, come ha spiegato il presidente Jean - Claude Juncker, mentre l’Organizzazione guidata da Christine Lagarde opererà in modo indipendente. L’obiettivo comune è verificare l’attuazione delle misure economiche annunciate dal governo. Ma qual è la differenza tra il controllo delle tre istituzioni internazionali?
Gli ispettori del Fmi, il cui primo arrivo è previsto fra dieci giorni, ogni tre mesi redigeranno un report sul nostro Paese per verificare l’attuazione del programma “calma - mercati”. Per ora, quindi, si tratta di un’azione simile a quella svolta dalle agenzie di rating sulle società quotate in borsa dato che non si è parlato ancora di un finanziamento internazionale, come nel caso dell’Irlanda, a cui vennero destinati dal Fmi 15,5 miliardi di dollari, o della Polonia, che nel 2009, quando soffriva di cambio debole, export in calo e deficit delle partite correnti, in via precauzionale ottenne una linea di credito da 29 miliardi di dollari.
Il pressing della Bce, invece, i cui uomini affiancheranno i funzionari Ue, entrambi attesi a Roma tra oggi e domani, ha lo scopo di verificare se il paese sia ancora “meritevole” delle ingenti quote di liquidità. Per evitare l’allargamento dello spread tra i titoli di Stato e il benchmark dell’area euro (i bund tedeschi), la Bce infatti si è incaricata dallo scorso agosto di acquistare temporaneamente i bond italiani e spagnoli.
Una misura straordinaria, però, con tempo e risorse limitate, come ha spiegato di recente il neo presidente dell’Eurotower, Mario Draghi, adottata per la prima volta nel maggio 2010 per l’Irlanda, Portogallo e Grecia, e che dipende direttamente dalla decisione del Consiglio dei governatori della Bce (17 banche centrali).
Il “controllo” della Ue, infine, è iniziato formalmente con una missiva firmata dal commissario degli affari economici e monetari Olli Rehn e inviata al ministro dell’Economia Tremonti: una sorta di “questionario”, come scrive oggi il Sole 24 ore, in cui Bruxelles chiede di approfondire modalità, tempi di adozione e soprattutto impatti quantificati dei provvedimenti inseriti nella lettera di impegni spedita lo scorso 26 ottobre dal premier Berlusconi al presidente del consiglio Ue Van Rompuy. I funzionari della direzione generale degli affari economici, che dipendono direttamente da Rehn, hanno il compito, quindi, di intensificare la vigilanza sull’attuazione delle riforme strutturali per la crescita e le misure di correzione dei conti pubblici.
- Martedì 8 Novembre 2011
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Il 8 Novembre 2011 alle 22:34 Grecia, chi è Lucas Papademos, il nuovo capo del governo | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] dunque Lucas Papademos, economista ex governatore della Banca centrale ed ex numero due della Bce, a guidare la Grecia fuori dalla difficile crisi finanziaria. Dopo lunghe trattative il premier [...]
Il 9 Novembre 2011 alle 18:40 Btp, ci si mette anche la “stanza di compensazione” | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea, l’Unione Europea che già monitorano i conti pubblici, i bilanci, la messa in opera del piano di risanamento del debito pubbli…. Si aggiungono anche queste società. Ma chi sono? E cosa fanno? E cosa significa “aumentare [...]
Il 9 Novembre 2011 alle 18:45 - Vivi Capena ha scritto:
[...] il Fondo monetario internazionale, la Banca centrale europea, l’Unione Europea che già monitorano i conti pubblici, i bilanci, la messa in opera del piano di risanamento del debito pubbli…. Si aggiungono anche queste società. Ma chi sono? E cosa fanno? E cosa significa “aumentare [...]
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