Crisi, Olli Rehn chiede rigore all’Europa. Forse troppo - L’INTERVISTA

Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici e monetari (Credits: AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

Olli Rehn, commissario europeo agli affari economici e monetari (Credits: AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

Non solo l’Italia o la Grecia. Dal commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn, è arrivata una  tirata d’orecchie anche alla Francia “che deve prendere misure di bilancio supplementari, per correggere il rapporto tra  deficit e pil  che  rimarrà fino al 2013 sopra il livello di guardia del 5%”. Non contento, il commissario europeo ha lanciato un monito pure a Cipro, Belgio, Ungheria, Malta e Polonia, colpevoli di non aver ancora adottato delle  misure efficaci per mettere in ordine i conti pubblici.

Parole pesanti, quelle di Rehn, che lasciano però perplesso Giacomo Vaciago, noto economista e docente di politica economica all’Università Cattolica di Milano: “In Europa rischia di instaurarsi un rigore eccessivo” dice “che, alla fine, potrebbe rivelarsi un rimedio peggiore del male”.

In che senso?

Oggi i membri dell’Unione Monetaria non hanno bisogno soltanto di tenere a posto i conti pubblici, ma anche di ritrovare la strada di una robusta crescita del prodotto interno lordo. Se chiediamo a tutti i paesi di tirare pesantemente la cinghia con politiche di bilancio molto restrittive, alla fine si rischia un  rallentamento dell’economia, come del resto è già avvenuto in Grecia.

Il monito di Rehn, dunque, è un po’ esagerato?

Dipende da chi sono i destinatari. È giusto che i paesi più indebitati come l’Italia e la Grecia si sforzino al massimo per ridurre il deficit. Non è detto, però, che le nazioni  oggi meno inguaiate debbano fare altrettanto. Ripeto: se tutti tirano il freno, l’economia europea non cresce più.

Il governo francese ha appena varato una manovra da 100 miliardi di euro per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2016. È troppo?

Direi di sì. La Francia, che è una delle locomotive d’Europa, in questi anni ha aumentato il deficit e il debito anche per finalità più che giuste, cioè per fare investimenti produttivi e per crescere. Se ora Parigi fa una  marcia indietro, rischiamo di finire nei guai.

Cosa si dovrebbe fare, allora?

Ci vuole una migliore regia nella politica economica europea, per recuperare una visione più unitaria. In altre parole, bisogna stabilire quali sono i paesi che possono permettersi di spendere di più, per stimolare la crescita a beneficio di tutti, e quali devono spendere  meno, perché sono finanziariamente inguaiati. Il rigore a 360 gradi non può andare.

E per l’Italia?

Il nostro paese deve ovviamente tenere a posto i conti pubblici. Ma non dimentichiamoci che, nella famosa lettera della Bce dell’agosto scorso, si faceva chiaramente riferimento anche alla necessità di far ripartire  l’economia. Secondo l’agenda di Draghi e Trichet, le misure a sostegno della ripresa rappresentano circa i due terzi di tutti i  provvedimenti che l’Italia deve mettere in atto.

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Il 11 Novembre 2011 alle 12:15 Economia e Finanza : Crisi, Olli Rehn chiede rigore all’Europa. Forse troppo – L’INTERVISTA ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 11 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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