
(Credits: AP Photo/Antonio Calanni)
La decisione è arrivata oggi in tarda mattinata, ma era ormai attesa da settimane. I vertici di Unicredit hanno dato il via libera a un aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro, che il prossimo 15 dicembre verrà votato dall’assemblea straordinaria dei soci e che porterà a un rafforzamento patrimoniale della banca. Benché fosse prevista da tempo, la notizia non è stata accolta certo con favore a Piazza Affari dove il titolo ha chiuso in perdita del 6,1%.
A pesare è stata anche la decisione della banca di non distribuire dividendi per il 2011 e di effettuare dei tagli al personale per 5.200 unità, dopo una maxi-perdita netta di oltre 10,6 miliardi di euro nel terzo trimestre di quest’anno, a causa delle varie svalutazioni. La cura dimagrante di Unicredit potrebbe però segnare un punto di svolta positivo per l’intero comparto bancario italiano.
A ben guardare, infatti, l’aumento di capitale appena annunciato è l’unica operazione di grande portata che verrà messa in cantiere dagli istituti di credito italiani. Secondo le stime dell’Eba (l’Autorità bancaria europea), i maggiori gruppi finanziari del nostro paese hanno bisogno di una iniezione di liquidità complessiva di 14,7 miliardi di euro, di cui oltre la metà è rappresentata però dall’operazione di Unicredit.
Non avrà bisogno di raccogliere soldi sul mercato, invece, l’altro big nazionale IntesaSanPaolo mentre, per il Monte dei Paschi di Siena e il Banco Popolare, si attende una ricapitalizzazione nell’ordine 2,8 - 3 miliardi ciascuno. Si tratta di cifre in linea o addirittura inferiori a quelle previste per le banche francesi (8,8 miliardi) e per quelle tedesche (7,8miliardi). C’è poi un altro elemento da non sottovalutare: le stime dell’Eba sulle ricapitalizzazioni in Italia sono state giudicate da non pochi osservatori fin troppo severe.
Gran parte dei problemi delle banche della Penisola, infatti, derivano da un solo fattore di rischio: la loro forte esposizione verso i titoli del Tesoro, per un totale di circa 150 miliardi di euro. Se fosse disinnescata la “mina Btp”, e sui mercati finanziari dovesse finire la tempesta contro i bond governativi del nostro paese, in realtà le banche italiane avrebbero le spalle ben più robuste dei loro concorrenti di Francia e Germania.
Gli istituti transalpini e quelli tedeschi, infatti, hanno le casse piene di bond ellenici: soltanto Bnp Paribas e Commerzbank, ad esempio, ne hanno in pancia un quantitativo per 6 miliardi di euro ciascuno, contro un esposizione inferiore a 3 miliardi dell’intero sistema bancario italiano. Senza dimenticare, poi, i titoli tossici ereditati dalla crisi dei mutui americani, che oggi non hanno più mercato, ma che sono ancora lì a contaminare i bilanci.
Soltanto Deutsche Bank è esposta verso questi strumenti finanziari per oltre il 90% del patrimonio, Bnp Paribas per oltre il 37% e il Crédit Agricole per più del 27%. Tra le italiane, invece, la maggiore esposizione è quella di Unicredit che supera appena il 18%.
C’è da sperare, insomma, che qualcuno prima o poi se ne accorga. Anche a Bruxelles.
- Lunedì 14 Novembre 2011
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Il 15 Novembre 2011 alle 6:17 Economia e Finanza : Unicredit: 7,5 miliardi di aumento, 5.200 esuberi e una buona notizia ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 15 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 17 Novembre 2011 alle 12:45 - Vivi Capena ha scritto:
[...] Non c’è pace per Unicredit, il primo gruppo bancario italiano, che dopo aver deciso una ricapitalizzazione da 7,5 miliardi, una perdita nel trimestre di 10,7 miliardi, una svalutazione di 9,77 miliardi e 5.200 [...]
Il 4 Gennaio 2012 alle 21:46 Unicredit, gli azionisti e l’aumento di capitale. Istruzioni per l’uso | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] ha chiuso in calo del 14,45% a 5,41 euro toccanto i livelli dell’ottobre del 1992. L’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro messo in cantiere dalla banca alla metà di dicembre, i cui dettagli sono stati resi noti però [...]
Il 4 Gennaio 2012 alle 22:00 Unicredit, gli azionisti e l’aumento di capitale. Istruzioni per l’uso | Vivi Capena ha scritto:
[...] ha chiuso in calo del 14,45% a 5,41 euro toccanto i livelli dell’ottobre del 1992. L’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro messo in cantiere dalla banca alla metà di dicembre, i cui dettagli sono stati resi noti però [...]
Il 21 Gennaio 2012 alle 16:55 - Vivi Capena ha scritto:
[...] il sipario, con il tutto esaurito. Si concluderà probabilmente così, fra meno di 7 giorni, l’aumento di capitale da 7,5 miliardi di euro del gruppo Unicredit, che sta per giungere al traguardo con il pieno di adesioni. Secondo le stime [...]
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