Gli spread nei mercati obbligazionari europei sembrano impazzire, le borse crollano, gli Stati sono sull’orlo del collasso, i governi cambiano, soprattutto nei paesi periferici dell’area euro (i cosiddetti Piigs). E i soldi degli italiani? Quelli dei paperoni di casa nostra sono pronti ad espatriare.
Lo dicono gli esperti: “Negli ultimi 6 mesi c’è stato un aumento della massa monetaria prelevata in banche italiane, che non è più stata depositata e che, se non è finita sotto il materasso, ha preso la via dell’estero“, ha ricordato a Repubblica Giancarlo Cervino, direttore del Centre for International Fiscal Studies di Lugano. Lo confermano le voci di corridoio tra gli addetti del settore. Magari si tratta solo di rumors senza fondamento, ma guardando i numeri i sospetti sono più che giustificati.
Del resto i ricchi nel nostro paese non mancano. I cittadini residenti in Italia con un patrimonio superiore a 100.000 dollari (75.000 euro), dice l’ultimo Global Wealth Report di Credit Suisse (qui il documento integrale), rappresentano addirittura l’8% del numero globale dei “benestanti”. Dietro solo a Stati Uniti (21%) e Giappone (16%) e davanti alla Germania (7%). Ma quanti di questi sono o diventeranno potenziali evasori, pronti in questi drammatici giorni per le borse a riempire le valige di denaro da portare nei paradisi fiscali?
Per farsi un’idea, basta fare due conti, incrociando una serie di dati: quelli che ci danno una stima sul numero dei paperoni con quelli dei contribuenti italiani, divisi per fasce di reddito, per esempio.
Dunque, stando alle stime recenti di una società di consulenza, A.T Kearney, riportati a novembre dal mensile del risparmio gestito Advisor, in Italia vivrebbero 335 mila famiglie con un patrimonio da 500 mila a 1 milione di euro, 250 mila con un patrimonio che va da 1 a 5 milioni e 15 – 20 mila famiglie di super ricchi, con un patrimonio superiore ai 5 milioni di euro. Una stima simile, del resto, era stata fatta a giugno dall’indagine 2011 sulla ricchezza individuale promossa da Expo Luxe (703 mila italiani con un patrimonio superiore 500 mila euro di cui 250 mila con un patrimonio superiore al milione di euro).
Quanti di questi pagano le tasse? A settembre Tremonti ha snocciolato alcune cifre a Cernobbio: su un totale di 41,5 milioni di contribuenti, ricordava Italia Oggi, quelli che dichiarano più di 500.000 euro sono 11.500, mentre quelli che hanno redditi superiori a 1 milione di euro solo 2.700. Insomma, dei paperoni stimati sopra, solo il 3,4% sarebbe noto al fisco, mentre per i super ricchi si tratta solo di uno su cento.
Quindi? Gli italiani più che benestanti, ma la cui ricchezza è ignota al fisco, e che dunque potenzialmente potrebbero far espatriare i capitali, se non lo hanno già fatto in passato (infischiandosene se l’Italia finisce nel baratro), numeri alla mano, sarebbero circa 590.000, una cifra di poco inferiore al numero di abitanti di una città come Genova. E se le stime sono corrette, che aspetta la Guardia di Finanza ad intervenire? Perché se un super ricco paga le tasse, gli altri 99 nascondono i soldi chissà dove… magari fuori confine.
- Mercoledì 16 Novembre 2011

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Commenti
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Il 17 Novembre 2011 alle 7:14 maurolaspisa ha scritto:
Antica piaga del costume italiano - chi ricorda un film con Dorelli e Manfredi? - segno dello scollamento civico tra gruppi sociali via via rinforzato da pratiche discutibili come condoni e prelievi forzosi ma specialmente con la persuasione che dare soldi allo stato equivale a buttarli dalla finestra a causa di inveterati sprechi e spregi della risorse pubbliche. Divenendo credibile e affidabile, con tangibili ritorni di utilità, lo stato potrebbe riguadagnare fiducia. A breve non resta che la pratica delle agevolazioni per il rientro capitali.
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