Le sue prime dichiarazioni sulla riforma delle pensioni sono distensive, perché “con l’accetta non si va da nessuna parte”. Ma Elsa Fornero, 63 anni, nuovo ministro del Welfare, segnerà sicuramente una grande discontinuità rispetto al suo predecessore Maurizio Sacconi: cambierà in buona parte lo staff ministeriale (a partire dal capo di gabinetto e dal capo della segreteria tecnica, secondo le indiscrezioni raccolte da Panorama.it) e soprattutto cambierà il metodo di confronto con le parti sociali e i partiti che sorreggono il governo.
Le danno ampie aperture di credito Susanna Camusso (Cgil), Cesare Damiano e Pietro Ichino (Pd) e anche Giuliano Cazzola (Pdl) ne riconosce la competenza: “Io e la Fornero abbiamo le stesse idee sul pensionamento flessibile da 63 a 70 anni e sul sistema contributivo pro rata, temi su cui ho presentato un disegno di legge fin dal 2008 che è stato ignorato dal precedente governo”.
Sulla riforma delle pensioni, il nuovo ministro dovrà confrontare le sue idee sapendo che ora ha un ruolo molto diverso da quelli precedenti: docente di Economia politica a Torino e all’università di Maastricht, vice presidente del consiglio di sorveglianza Intesa San Paolo, coordinatore del Cerp, collaboratrice de Il Sole 24 ore.
Essendo tra i massimi esperti italiani di previdenza, si sa da tempo che Fornero è favorevole al calcolo con il metodo contributivo pro rata per tutti, superando la logica della riforma Dini del 1995 che ha mantenuto per i lavoratori con più anzianità di servizio le pensioni Inps calcolate sul più favorevole regime retributivo.
Non a caso, Fornero ha fatto riferimento alle dichiarazioni in Senato di Mario Monti sul sistema pensionistico penalizzato “da ampie disparità di trattamento tra generazioni, categorie e aree di privilegi” per osservare che, siccome gli obiettivi del nuovo governo sono rigore, crescita ed equità, “se su queste basi dovessi trovare l’opposizione di parte dei sindacati sarei stupita”.
Replica Domenico Proietti, responsabile previdenza della Uil, che dice a Panorama.it: “Nel sistema pensionistico pubblico ci sono ancora troppi privilegi e la prima cosa da fare è eliminarli. Dopo di che, discuteremo sulla flessibilità dell’età di uscita”.
Inoltre secondo il nuovo ministro, il contributivo deve diventare il sistema di calcolo delle pensioni anche per i professionisti iscritti alle casse di previdenza private. E qui ci sono molte differenze: cinque casse nate più recentemente (periti industriali, geologi, veterinari, consulenti del lavoro e infermieri) hanno il contributivo puro. Tra quelle privatizzate nel 1994 ci sono sistemi diversi: per esempio i commercialisti sono già al contributivo mentre hanno un sistema misto molte altre casse, come quelle di medici e giornalisti, ma questi ultimi hanno già introdotto negli ultimi anni un calcolo contributivo pro rata
- Giovedì 17 Novembre 2011

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Commenti
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Il 17 Novembre 2011 alle 21:41 mpi02561 ha scritto:
nonostante Antonio Mastrapasqua continui a dire che i conti sono a posto,ogni governo deve fare per prima cosa la propria riforma delle pensioni.Di certo è la cosa più facile e più sicura per fare cassa e distogliere la gente sulle tassazione delle transizioni finanziarie sui privilegi della casta di cui lei adesso fa parte(forse anche prima )Ad ogni riforma ci portano via qualcosa quindi non può essere equa.Non vedo niente di equo a cambiare le regole a uno che ha 38 anni di contributi lotta ogni giorno per lavorare e si vede stravolgere il futuro dal professore di turno.E non ci dicano che è per i nostri figli , io dovrei lavorare 5 anni in più per pagare 1 solo mese di pensione a Dini e Amato e come questi c’è ne sono molti.
Il 18 Novembre 2011 alle 9:17 Economia e Finanza : Pensioni, Elsa Fornero e la sua rivoluzione ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 18 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 18 Novembre 2011 alle 17:02 ilcinu ha scritto:
Eccoci ancora. Le pensioni. Come sempre, ma d’altra parte chi va al governo piglia sempre la strada più facile, quella del sottrarre qualcosa a chi non veri mezzi di difesa. Si parla di rimuovere il metodo di calcolo della pensione a chi ha 39/40 di lavoro, un altro ‘contratto’ firmato dallo stato che viene cancellato unilateralmente e per favore non si tiri fuori di nuovo le disparità generazionali, perché credo non ci sia peggiore disparità di quella di cambiare le regole del gioco a chi è arrivato in fondo o quasi al gioco. Si alza l’età pensionabile, nonostante i 40 anni di contributi già versati, ma lo si fa in modo miope (o forse vedendoci anche troppo bene): ma perché non si parla prima di istituire a costo ragionevole quei servizi che adesso molti pensionati assicurano alla comunità? Parlo di cura dei bambini e degli anziani, delle attività di volontariato che tanto aiutano i comuni e le comunità. Ma secondo i guru che pontificano sulle pensioni (però ….loro ce hanno eccome pensioni e/o cariche molto retribuite, auto, appartamenti eccetera eccetera) le persone avranno ancora voglia di fare volontariato e tutto il resto a 70 anni suonati con magari 60 alle spalle di lavoro? Io (e, almeno qui al nord, molti, troppi, altri come me) ho iniziato a lavorare prima dei 12 anni: secondo questi “profeti” (pardon…professori), se vado in pensione a 70 anni avrei ancora voglia di impegnarmi in qualcosa (a parte spararmi per fare un favore al bilancio dello stato) o l’unica cosa che posso fare è di chiedere a qualcuno di aiutarmi a cambiare il pannolone?
Largo ai giovani, devono lavorare. Uhm. E dove? Al posto del vecchietto che non molla? E che dire se uno dovesse perdere il lavoro a 60 anni, perché magari la sua azienda lo caccia in mobilità? Lo mantiene il professore o magari la professoressa che, invece, di lavori ne ha tre?
da ultimo: ci salireste su aereo (ma anche un autobus o un taxi) ai cui comandi c’è un 69enne con già alcune ore di lavoro sulle spalle? Io, scusate, andrei a piedi.
Il 19 Novembre 2011 alle 19:23 azzurra0 ha scritto:
Io vorrei avere l’opportunita’ di andarnmene dall’Italia.Come abbiamo potuto votare persone che ci hanno derubato sempre che rischiano di farci fallire che ci faranno lavorare fino alla morte (stipendio 1200 euro mensili,quanto una cena con una escort),CHE PER DARCI IL COLPO DI GRAZIA HANNO DOVUTO FARLO FARE AD ESTRANEI,per non perdere la faccia e continuare ad essere votati!!!!!!!!!!!!!!Con il mio stipendio mantengo 5 persone e devo anche trovare il tempo di badAre a 2 anziani!Avevo 1 contratto che avrebbe dovuto garantirmi la pensione dopo 20 anni,poi ne hanno aggiunti altri 20 ora altri 10!!!!GRAZIE.
Il 21 Dicembre 2011 alle 22:54 Elsa Fornero, la prima emergenza è far ripartire l’occupazione | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] Con queste parole pronunciate nella trasmissione televisiva Porta a Porta, il ministro del welfare Elsa Fornero ha chiarito il suo pensiero. E sulla riforma delle pensioni ha detto: “Si è dovuto fare in [...]
Il 21 Dicembre 2011 alle 23:00 Elsa Fornero, la prima emergenza è far ripartire l’occupazione | Vivi Capena ha scritto:
[...] Con queste parole pronunciate nella trasmissione televisiva Porta a Porta, il ministro del welfare Elsa Fornero ha chiarito il suo pensiero. E sulla riforma delle pensioni ha detto: “Si è dovuto fare in [...]
Il 23 Dicembre 2011 alle 19:03 csenlancer ha scritto:
Una ne stava facendo giusta il “governo tecnico” la revisione dopo decenni dell’art.18,ma la signora Fornero dopo un timido,lacrimoso tentativo si è affrettata a fare marcia indietro spaventata dalla Camusso e da Bersani che si è fatto suo portavoce e minaccia di togliere la fiducia.
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