- Tags: Amazon, e-commerce, economia 2.0, Jeff Bezos, Kindle Fire
- 2 commenti
Quando Amazon ha dato il via libera a Kindle Fire, il tablet da sette pollici in vendita a 199 dollari, ha chiesto al produttore taiwanese 3,5 milioni di pezzi. A una settimana dal lancio, avvenuto lo scorso lunedì, l’ordine è salito a cinque milioni. Fire è il più temibile concorrente dell’iPad 2 e le cose promettono bene. Il 26% degli acquirenti di novità tecnologiche intervistati dall’istituto di ricerca ChangeWave Research ne ha preso in considerazione l’acquisto, rimandando o sospendendo quello di un iPad 2 di Apple, prodotto che si posiziona in una fascia di prezzo compresa fra 499 e 829 dollari. Ma Fire non è soltanto un nuovo oggetto tecnologico, bensì la perfetta incarnazione dell’aggressiva strategia di Amazon.
Jeff Bezos, fondatore, presidente e amministratore delegato del colosso che ha chiuso il 2010 con un fatturato di 1.406 miliardi di dollari vendendo online dai libri ai giocattoli alla tecnologia agli alimentari, sta diversificando il business e dichiarando guerra ai colossi americani anche dell’hi-tech.
Ha iniziato vendendo libri in rete e ora si è lanciato nella tecnologia con il nuovo Kindle facendo concorrenza alla Apple e a Google. È diventato editore e sta dando filo da torcere alle grandi case produttrici americane (e non solo). Sta seminando panico. E non a caso.
Il nuovo Kindle, infatti, si collega direttamente al database di prodotti in vendita. Così, mentre Apple produce hardware (il 91% del suo fatturato deriva dalla vendita di un prodotto), chi compra il nuovo Kindle si ritrova per le mani uno strumento collegato al proprio conto Amazon. «Siamo sempre stati dei pionieri anche per quanto riguarda il nostro stesso business: l’innovazione, infatti, è sempre una rottura con qualcosa di precedente», ha sintetizzato di recente Bezos.
Il caso Fire è l’ultima dimostrazione del fatto che l’ennesima evoluzione di Amazon, cioè la sfida lanciata al mondo dell’editoria, ha i numeri per cambiare, ancora una volta, le regole del gioco. L’anno, infatti, chiude con l’uscita dei primi 122 titoli della nuova casa editrice. Una mossa che si prepara a mettere in discussione la supremazia degli editori tradizionali, dopo quella delle librerie su cui Amazon ha costruito la propria fortuna.
Dal 2000 al 2007, oltre mille librerie indipendenti negli Stati Uniti avrebbero chiuso i battenti sotto i colpi della concorrenza dell’azienda di Seattle che, secondo alcune stime, deterebbe ormai il 22,6% del mercato editoriale, precedendo addirittura la celebre catena Barnes & Nobles. «Il prezzo sarà la variabile che fa la differenza. Il massimo che un consumatore medio può voler pagare per un testo, esclusi libri testo e saggi, sono 9,99 dollari», fa sapere Bezos. E Amazon è pronta ad accontentarlo.
Il tutto, senza scontentare gli autori. Anzi. L’azienda, infatti, vuole riscrive anche le regole dei diritti: se un autore pubblica e-book con il programma Kindle Direct Publishing e posiziona il proprio libro in un range di prezzo fra 2,99 e 9,99 dollari, Amazon gli riconosce il 70% del profitto. Per Bezos il resto è ugualmente guadagno: i costi di produzione sono praticamente pari a zero.
Il colosso della distribuzione, inoltre, punta ai cavalli di razza e sta corteggiando (a colpi di proposte economiche) gli scrittori più blasonati che potrebbero dare l’addio alle case editrici a cui sono stati legati finora. Avendo imparato sulla propria pelle che la variabile in grado di fare la differenza è il servizio, Amazon si propone come partner degli autori che adesso (anche quelli che non pubblicano con l’azienda) hanno l’accesso alla banca dati Nielsen BookScan che riporta le statistiche di vendita, con declinazione geografica, per ogni libro.
In occasione dell’uscita di Fire, editori e agenti hanno dunque potuto farsi un’idea del futuro che li aspetta e, se mai fosse stato necessario, Russell Grandinetti, uno dei top executive dell’azienda di Seattle, ha confermato le loro preoccupazioni: «Le uniche due persone necessarie nell’editoria sono lo scrittore e il lettore». Abbastanza per molti gruppi per iniziare ad avere paura.
- Lunedì 21 Novembre 2011

EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 22 Novembre 2011 alle 8:16 Economia e Finanza : Amazon, Jeff Bezos alza il tiro e scommette sui grandi autori ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 22 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 30 Gennaio 2012 alle 16:23 Amazon, Jeff Bezos: ora decido io le regole dell’editoria … – Panorama « Searching Money ha scritto:
[...] dollari per le memorie di Penny Marshall, attrice e regista degli anni Settanta. Ma all’appello mancano ancora i grandi nomi. Per ora, il prezzo di questo vuoto lo paga Kirshbaum, un tempo apprezzato professionista è oggi [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.