Ennio Doris: «Euro strano, anzi straniero» - L’INTERVISTA

Ennio Doris, il banchiere amico di Berlusconi. «Euro strano, anzi straniero»

Ennio Doris, presidente di Banca Mediolanum

Ennio Doris, 71 anni, presidente della Banca Mediolanum, socio storico di Silvio Berlusconi, ha avuto un ruolo importante nel convincere il Cavaliere a sostenere un governo diverso: lo ha fatto mentre la borsa italiana crollava e il differenziale di rendimento (spread) tra i nostri Btp decennali e i Bund tedeschi toccava il record di 575 punti.

Doris, come ha fatto a convincere il suo amico Berlusconi?
Ho espresso il mio parere a favore di un governo tecnico, anche se a livello politico trovo condivisibili le considerazioni di Giuliano Ferrara, Vittorio Feltri e Alessandro Sallusti per le elezioni anticipate. Il nostro problema è economico e nasce dall’euro. Trovo condivisibile l’analisi di Paul Krugman, che ha detto che gli europei hanno fatto l’errore di avere emesso titoli in valuta estera, come facevano un tempo i paesi emergenti tipo l’Argentina.

Insomma, l’euro non è solo una moneta strana, come ha detto Berlusconi, ma addirittura una valuta estera?
Faccio un esempio. Il debito pubblico e il deficit americano sono molto più alti di quelli francesi, infatti gli Stati Uniti hanno subito una diminuzione del rating e la Francia no. Eppure oggi i francesi pagano tassi più alti degli americani. Un controsenso che però si spiega: nessuno può attaccare il debito Usa perché loro per difendersi possono stampare dollari. La Francia invece non può dare la fideiussione della sua banca centrale che non può stampare moneta: in questo senso, l’euro è una valuta estera. Ed è un po’ come se negli Usa il debito pubblico fosse non a carico del governo centrale ma dei singoli stati: della California, del Texas e così via.

Per questo la speculazione sui mercati finanziari ha colpito l’Europa?
Il mercato è fatto da fondi pensione, fondi comuni, banche, assicurazioni che in realtà gestiscono i soldi dei loro clienti e si chiedono: questo debitore pagherà? Noi italiani siamo nella stessa moneta con la Germania ma abbiamo regole molto diverse e meno flessibili e per questo i mercati ci puniscono. Prendiamo le pensioni: ci andremo a 67 anni, come i tedeschi, ma abbiamo il fardello di avere mandato in pensione gente a 40 anni, o anche meno, che continua a percepire la rendita. Noi dobbiamo germanizzarci, se vogliamo restare nell’euro: gli italiani non hanno ancora capito bene cosa significa stare dentro la moneta unica.

Quindi occorre ripartire dai dettami della lettera della Bce?
Oltre il 50 per cento delle richieste dell’Europa sono state accolte con la legge di stabilità. Ora bisogna fare la seconda parte, seguendo l’esempio di cosa hanno fatto in Spagna e Germania, dove negli ultimi mesi sono state riformate le pensioni, reso più flessibile il mercato del lavoro e sono stati tagliati i salari dei dipendenti pubblici. Berlusconi non poteva fare una cosa del genere perché, per esempio, non aveva la delega della Lega nord a toccare le pensioni. Perciò serve un governo tecnico per fare le riforme che sono assolutamente necessarie: serviva un ammortizzatore per superare le litigiosità italiane, dopo di che i partiti riprenderanno la loro sovranità.

Come vede l’ipotesi di patrimoniale?
La considerazione che le tasse servono a ridistribuire ricchezza è ottocentesca. La rivoluzione reaganiana, che ha abbassato la pressione fiscale, ha portato vent’anni di ricchezza nel mondo. Una patrimoniale nel breve può essere accettata, ma dev’essere una tantum, non strutturale.

In conclusione, lei vede il futuro dell’euro a rischio?
Se vogliamo mantenere l’euro, va superata l’anomalia di una Unione Europea che non emette titoli sul mercato. Il problema è che siamo partiti dal tetto, anziché dalle fondamenta, per costruire una casa: l’unica soluzione è andare verso gli Stati Uniti d’Europa, ma ci vorranno 100 anni. Nel frattempo, se vogliamo mantenere l’euro, bisogna allineare le economie senza pensare che ci sia una fiscalità unica in Europa, il che sarebbe impossibile.

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Il 21 Novembre 2011 alle 17:17 Economia e Finanza : Ennio Doris: «Euro strano, anzi straniero» – L’INTERVISTA ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 21 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 26 Dicembre 2011 alle 7:13 andradragomiroiu ha scritto:

Component activities of organized crime, have a character secret and well organized, of which case made a social impact very negative, in many states he constituting “cancer perfidious” which weakens the power society, threaten the integrity of government, cause increase taxes which adds the price of goods, endanger safety and jobs of citizens, cause damage businesses are in competition, control by force of moneyunions,finally achieving a strong influence in the sphere of economy, social and especially political.

Romania is a mafia state with not working administration governed by organized crime.

Human trafficking in Romania is a state policy and a modern retail which feed corruption and organized crime. Organized crime is constantly looking for legitimate business that could be used as a cover.
According to data held by the Italian authorities in Roma: 85% of prostitutes in Rome are romanian woman. In Milano: eight of ten prostitutes which practice “job” in Milano are romanian woman including Ioana Visan, Berlusconi’s hooker from Curtea de Arges (Curtea de Arges, pimps factory from Romania, manager: local corrupt police). Behind such companies, actually hiding network specializing in recruitment of girls who end up prostitute.
These companies are used as a mask, to support illegal activities, to wash the money, but also because leaders mobs to be seen as successful entrepreneurs.
Besides these companies, strongly related with them, in the town of Curtea de Arges-Romania exist more mafia groups(indestructible mafia groups because even the police are headed) which with the complicity of local taxi drivers, recruit, transport, and place girls to practice prostitution, girls which later are trafficked external in Italy, Spain, France, Germany, Austria, etc, by prostitution networks from Curtea de Arges.

…in Denmark, Romania is the country with the most prostitutes and according to Europol, Eurojust, The Times, CNN, the first exporter of prostitution in Europe is Romania.

Geert Wilders: Romania and Bulgaria should be excluded from the EU due to high corruption and irregularities which make them unsuitable as members of the EU

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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