Con Monti le aziende di Stato saranno un po’ meno di Stato

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Il presidente del Consiglio Mario Monti (Credits: Mauro Scrobogna /LaPresse)

Non solo un pacchetto di misure per risanare i conti e rilanciare l’economia. Il premier Monti, impegnato in questi giorni in un tour de force in Europa, è disposto a mettere sul piatto un’altra fiche per evitare il crac dell’Italia: rinunciare alla golden share, ossia al meccanismo che consente allo Stato italiano di detenere poteri speciali di veto nelle società partecipate e attive in settori strategici, come Eni, Enel e Finmeccanica. E dare il via libera alle privatizzazioni.

Il premier potrebbe introdurre nel pacchetto che sarà varato al Consiglio dei ministri del 2 dicembre una modifica all’attuale normativa in materia, che attribuisce allo Stato il potere di veto sull’acquisto di azioni e sulla conclusione di accordi strategici (come fusioni o scissioni aziendali) da parte degli azionisti che detengono fino al 5% dei diritti di voto nelle imprese.

Restrizioni che, secondo la Ue, “rendono meno attraenti gli investimenti diretti o di portafoglio nelle imprese in questione e possono scoraggiare potenziali investitori provenienti da altri Stati membri”. Investitori che, tuttavia, tolta questa barriera e approfittando dei prezzi scontati di queste aziende tutte quotate a Piazza Affari, potrebbero mettere facilmente le mani sui gioielli nazionali. Protetti fino ad oggi, appunto, dall’istituto della golden share.

Già, ma quali sono le reali intenzioni del premier? Intenderà difenderla o sarà disposto a cedere in cambio di ulteriori aiuti? La questione è calda. La Commissione Ue aveva in agenda la questione golden share italiana da rinviare alla Corte europea di Giustizia in quanto giudicata contraria alla libera concorrenza, già per la riunione del 24 novembre salvo poi cancellarla probabilmente in virtù degli incontri con il premier Monti.

La prassi vuole che i primi a ceder in questo senso sono proprio quegli Stati che hanno bisogno di aiuti per mettere i conti a posto: questa estate il governo portoghese, in cambio di prestiti, ha annunciato l’abolizione delle golden share nel capitale di Galp Energia, Energia de Portugal e Portugal Telecom.

Commenti

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Il 22 Novembre 2011 alle 18:16 Economia e Finanza : Con Monti le aziende di Stato saranno un po’ meno di Stato ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 22 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 30 Marzo 2012 alle 21:25 rinnovabilitalia ha scritto:

A NOME DEL POPOLO ITALIANO

https://docs.google.com/document/d/1FjcVvvgH_oEUHTrohpEFHNsckzPi33-Kx_W5c6OhrXw/edit

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richard-branson
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