Fiat, non c’è più alternativa al contratto di Pomigliano - L’OPINIONE

Manifesti esposti dagli operai dello stabilimento Fiat di Pomigliano (Credits: Marco Merlini / LaPresse)

Alcuni manifesti degli operai Fiat di Pomigliano (Credits: Marco Merlini / LaPresse)

Sergio Marchionne va avanti per la sua strada. Dopo gli accordi separati di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco e l’uscita da Confindustria è arrivato l’annuncio del recesso da tutti i contratti collettivi firmati con i sindacati. La linea è molto chiara: applicare a tutti i 70 mila dipendenti un contratto autonomo, aziendale, che in linea di massima sia simile a quello storico firmato a Pomigliano con tutte le maggiori sigle sindacali, esclusa la Fiom-Cgil.

Una scelta rischiosa che sta generando attriti sociali e sindacali non da poco, soprattutto  con la Fiom, ma che si spiega con ragioni strettamente strategiche che a Panorama.it illustra Giuseppe Berta, economista della Bocconi, nonché esperto di vicende Fiat.

“L’annuncio di Marchionne è il naturale sviluppo di un preciso disegno industriale” dice Berta. “La Fiat, dopo l’alleanza con Chrysler, punta a diventare un colosso di livello mondiale. E come ogni grande azienda automobilistica al mondo vuole un proprio contratto specifico. In Europa lo ha fatto la Volkswagen e in America è prassi”.

Anche perché il settore dell’auto vive di regole diverse da quelle di altri contesti produttivi “ed è per questo che per la Fiat la contrattazione aziendale è quanto di più efficace ci possa essere. Mentre per le piccole e medie imprese la cornice di un contratto nazionale ha ancora un senso” aggiunge Berta.

È stato così dunque che si è arrivati al famoso contratto di Pomigliano, il modello per tutti gli stabilimenti Fiat: 18 turni (tre al giorno su sei giorni) con una settimana di sei giorni lavorativi e la successiva di quattro giorni, 120 ore di straordinario obbligatorie ogni anno (80 in più delle 40 attuali), norme più severe per contenere fenomeni anomali di assenteismo e, a regime, circa 3.500 euro lordi annui in busta paga in più.

I lavoratori un po’ ci guadagnano. “Riceveranno aumenti non più dopo estenuanti trattative frutto di rituali ottocenteschi che prevedono lunghe trafile negoziali, ma in base agli aumenti di produttività, come avviene in altri Paesi” spiega Berta. Ma rischiano anche.

Tra le novità dell’accordo ce n’è una  che rischia infatti di far inceppare il meccanismo. Il contratto di Pomigliano prevede l’abolizione delle Rsu (le Rappresentanze sindacali unitarie, che vengono elette dai lavoratori), e il mantenimento delle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) costituite solo dalle organizzazioni sindacali firmatarie del contratto.

Di fatto quindi, la Cgil, il maggior sindacato italiano, rischierebbe di non poter rappresentare circa 70 mila lavoratori. Non è un caso che proprio questa mattina Susanna Camusso, segretario generale Cgil, abbia commentato la decisione dell’azienda torinese di disdire gli accordi sindacali in essere negli stabilimenti che producono automobili in Italia dicendo: “Non è noto e non è conosciuto quale sia il piano industriale della Fiat, che continua a tentare di scaricare sui lavoratori le conseguenze delle sue non scelte”.

Che il tema sia di primaria importanza lo suggerisce anche il dibattito politico: “Il tema Fiat è molto importante” ha detto oggi Corrado Passera, ministro dello sviluppo economico e le infrastrutture” mentre Elsa Fornero, ministro del welfare ribadiva che “la questione è delicata e va trattata con grande attenzione”. La risposta puntuale, è arrivata da Giuliano Cazzola, deputato Pdl e vicepresidente della Commissione Lavoro: “Non c’è motivo perché il Governo si intrometta nelle scelte della Fiat che sta andando avanti con il suo programma annunciato quando ha deciso di uscire da Confindustria.”

Commenti

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Il 7 Dicembre 2011 alle 18:49 Contratto Fiat, avanti tutta senza la Fiom - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] alla firma di un contratto che vedrà l’assenza pesante della Fiom, contraria a sottoscrivere un contratto aziendale sul modello di Pomigliano che sia altro da quello unico nazionale. “I loro rappresentanti – sottolinea Farina – non [...]

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richard-branson
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rossi-spalla Viviana Da Busti
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