
(Credits: Epa/Frank Rumpenhorst)
Quattro anni fa il professor Gwyn Prins, economista e direttore del Mackinder Center, il programma che studia gli eventi economici nel lungo periodo della London School of Economics (Lse), aveva previsto la crisi dell’euro spingendosi fino a teorizzare la fine dell’Unione europea. Visti i chiari di luna e le numerose discussioni che in queste settimane tengono banco su quanto di questa crisi sia dovuta a una moneta unica che da sola non basta a tenere insieme gli stati europei, Panorama.it l’ha intervistato durante una sua recente visita a Roma. E questa volta Prins ha teorizzato qualcosa di veramente unico. Professor Prins, cosa vede nel futuro dell’euro?
È chiaro a tutti adesso, a novembre del 2011, che l’euro non ha alcuna chance di sopravvivere come moneta unica europea. L’unica vera domanda che a questo punto dovremmo farci è: in che modo le cose cambieranno? La fine dell’euro sarà dovuta a quello che chiamiamo “dirty default” (un default sporco) dei Paesi del sud d’Europa, come la Grecia o il Portogallo, o avverrà in una maniera per così dire ordinaria? A questa domanda dobbiamo dare una risposta, perché l’euro così come l’abbiamo conosciuto in questi dieci anni è una valuta senza un futuro.
Quale sarebbe la maniera “ordinaria” per uscirne?
L’unica cosa logica da fare con una valuta come l’euro, che ha ereditato l’incoerenza di scelte politiche dissennate, è di dividerla in due. Una moneta al Nord, per i Paesi più forti come la Germania, l’Olanda, l’Austria e la Finlandia, e una per il Sud. Con un controllo sui tassi di cambio tra le due differenti valute. In una situazione del genere, i Paesi del secondo gruppo avrebbero la possibilità di liberarsi dal nodo scorsoio di un tasso di cambio pesantissimo e potrebbero cominciare ad essere competitivi.
Certo politicamente sarebbe davvero una rivoluzione…
So che c’è poco di appetibile in questo dal punto di vista politico, ma gli eurocrati potrebbero anche accettare questa soluzione nella speranza che il Nord e il Sud, una volta tornato competitivo, un giorno possano nuovamente unirsi.
E alle restistenze dei salotti buoni di Bruxelles non ha pensato?
Certo, sono tante, perché i leader europei sarebbero costretti ad ammettere di aver commesso un errore clamoroso. L’euro non è stato introdotto per motivi meramente economici, ma per ragioni politiche, legate alla necessità di stabilizzare gli alti e i bassi della Germania. Per ironia, oggi proprio la Germania è a capo di tutta l’Europa e controlla l’intero Vecchio Continente, anche indipendentemente dalla sua volontà. In ogni caso, credo che l’ipotesi della divisione dell’euro in due accadrà last minute, quando salteranno tutte le altre alternative.
Se questa è un’ipotesi praticabile, due differenti euro a due velocità, perché parla di una decisione last minute?
Perché ci sarà un Paese in particolare che resisterà a questa soluzione fino all’ultimo minuto e sarà la Francia, che si sente forte tra i forti, ma in realtà è la più forte tra i più deboli e, quindi, con una soluzione del genere si troverebbe alla testa dei Paesi dell’euro 2, i Paesi del Sud.
Eppure, il presidente Nicolas Sarkozy è solito mostrare i muscoli di un Paese lontano dalle tempeste…
Può anche mostrare i muscoli, ma l’economia francese non è certo in buona salute e ha un serio problema con il carrozzone pubblico, plasmato sulla base delle idee della socialdemocrazia del Dopoguerra. Se guardiamo al profilo demografico della Francia, ci rendiamo immediatamente conto che il suo settore pubblico, così com’è oggi, non è più sostenibile. Due euro, al Nord e al Sud, invece potrebbero risollevare l’economia a pezzi dell’Unione europea, permettendo ai Paesi periferici di svalutare la loro moneta e tornare a essere competitivi sul mercato mondiale.
- Mercoledì 23 Novembre 2011
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Commenti
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Il 9 Dicembre 2011 alle 11:04 - Vivi Capena ha scritto:
[...] La serata (e la nottata) è stata estenuante. E ha portato, per ora, a nulla di buono. La Ue si è spaccata. Sulla riforma la Gran Bretagna si è posizionata sul fronte opposto a quello di Germania e [...]
Il 26 Dicembre 2011 alle 7:11 andradragomiroiu ha scritto:
Component activities of organized crime, have a character secret and well organized, of which case made a social impact very negative, in many states he constituting “cancer perfidious” which weakens the power society, threaten the integrity of government, cause increase taxes which adds the price of goods, endanger safety and jobs of citizens, cause damage businesses are in competition, control by force of moneyunions,finally achieving a strong influence in the sphere of economy, social and especially political.
Romania is a mafia state with not working administration governed by organized crime.
Human trafficking in Romania is a state policy and a modern retail which feed corruption and organized crime. Organized crime is constantly looking for legitimate business that could be used as a cover.
According to data held by the Italian authorities in Roma: 85% of prostitutes in Rome are romanian woman. In Milano: eight of ten prostitutes which practice “job” in Milano are romanian woman including Ioana Visan, Berlusconi’s hooker from Curtea de Arges (Curtea de Arges, pimps factory from Romania, manager: local corrupt police). Behind such companies, actually hiding network specializing in recruitment of girls who end up prostitute.
These companies are used as a mask, to support illegal activities, to wash the money, but also because leaders mobs to be seen as successful entrepreneurs.
Besides these companies, strongly related with them, in the town of Curtea de Arges-Romania exist more mafia groups(indestructible mafia groups because even the police are headed) which with the complicity of local taxi drivers, recruit, transport, and place girls to practice prostitution, girls which later are trafficked external in Italy, Spain, France, Germany, Austria, etc, by prostitution networks from Curtea de Arges.
…in Denmark, Romania is the country with the most prostitutes and according to Europol, Eurojust, The Times, CNN, the first exporter of prostitution in Europe is Romania.
Geert Wilders: Romania and Bulgaria should be excluded from the EU due to high corruption and irregularities which make them unsuitable as members of the EU
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