Fiat, da Termini Imerese a Pomigliano: rabbia e sorrisi per gli operai di Marchionne

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Credits:ANSA)

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese (Credits:ANSA)

Oggi è stata davvero una giornata particolare in casa Fiat. Per uno strano scherzo del destino infatti, vanno in scena in contemporanea due eventi dal segno completamente opposto. A Termini Imerese dopo 40 anni chiude uno degli stabilimenti storici del Lingotto. A Pomigliano d’Arco invece sempre oggi ha preso avvio la prima catena di montaggio della FIP, la Fabbrica Italia Pomigliano, la newco Fiat, nata per prendere il posto della vecchia Alfa Romeo. Due realtà del Sud dunque che si ritrovano a vivere su sponde opposte due momenti topici per il loro futuro.

In Sicilia scompare un sito produttivo, evento che getta nello sconforto più di mille operai e altrettanti dell’indotto, che possono solo sperare ora che vada in porto il progettato subentro da parte della Dr. Motor alla Fiat. Una possibilità che proprio ieri ha subito però una battuta d’arresto nelle trattative, circostanza che ha spinto oggi il neo ministro del Welfare Elsa Fornero, a sostenere pubblicamente che “il governo è pronto a offrire il suo contributo costruttivo, se sarà richiesto, per la composizione della vicenda”.

In Campania invece si festeggia, perché 5 mila lavoratori più circa altri 10 mila dell’indotto ritrovano un motivo di speranza per il loro futuro professionale e non solo. Due stati d’animo contrapposti dunque, che non possono essere meglio spiegati se non da chi li sta vivendo direttamente. È il caso, sul fronte siciliano, di Giuseppe Giudice, in Fiat dal 1977, e che prova a tradurre in parole tutto lo sconforto suo e dei suoi colleghi. “È appena finita un’assemblea” – racconta a Panorama.it – “e la situazione purtroppo non appare delle migliori. Qui c’è tanta rabbia al momento e nessuno vuole parlare e allora lo faccio io, che in fondo rappresento un caso a parte. Dal primo dicembre infatti andrò in pensione, a differenza dei tanti che invece resteranno senza lavoro”.

Una prospettiva drammatica che riguarda lavoratori che in media hanno più di 45 anni. “Qui giovani non ce n’erano – dice Giudice – quelli si trovano perlopiù nell’indotto. E questo rende la situazione ancora più drammatica. Trovare lavoro quando hai più di 50 anni è davvero complicato. E la prospettiva della Dr Motor è ancora del tutto vaga”.

Il sentimento più diffuso è quello del tradimento. “Qui ci sentiamo traditi due volte: dalla politica che non ha saputo difenderci e dalla Fiat, che ci ha fatto promesse vane, e poi ha deciso di abbandonarci. Non doveva finire così, abbiamo perso tutto”.

Un’angoscia palpabile che ovviamente stride con la gioia davvero incontenibile che arriva invece da Pomigliano. Qui a fare da portavoce è invece Biagio Trapani, 34 anni, sposato, padre da una settimana, le cui parole sono un vero inno alla speranza. “ Io sto facendo il corso e a breve inizierò a lavorare nel nuovo stabilimento – racconta entusiasta -. Oggi però ho voluto già partecipare alla festa per la prima Nuova Panda uscita dalla catena di montaggio. Abbiamo tutti firmato sulla carrozzeria con i nostri nomi e poi l’abbiamo bagnata con lo spumante. E’ una sorta di rito di buon augurio”.

Un augurio che Biagio fa a se stesso e ai suoi colleghi, che si sentono fin d’ora coinvolti nel progetto. “Questa era una fabbrica chiusa, destinata a scomparire. Oggi invece tocco con mano gli investimenti fatti e vedo robot che costano fino a 6 milioni di euro e il mio sentimento può essere solo di felicità. Vedere poi il direttore di stabilimento piangere ed emozionarsi non ha prezzo. Ieri ci sentivamo abbandonati, oggi – conclude Biagio - con una famiglia e un figlio sulle spalle, l’inizio delle attività di questa nuova fabbrica mi dà una sicurezza per il futuro”.

Commenti

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Il 24 Novembre 2011 alle 17:33 tom1962 ha scritto:

PURTROPPO OGGI E STATO IL MIO ULTIMO GIORNO DI LAVORO IN FIAT,INFATTI SONO UN OPERAIO DELLO STABILIMENTO DI TERMINI IMERESE,FACCCIO UN IN BOCCA AL LUPO A TUTTI GLI OPERAI DI POMIGLIANO,MA NON PER ESSERE DI MALAAUSPICIO,ANCHE MOI QUANDO PORTARONO LA LANCIA Y ABBIAMO MESSO LE NOSTRE FIRME SULLA SCOCCA,E ANCHE NOI ABBIAMO VISTO IL DIRETTORE COMMUOVERSI(il direttore siciliano)E ANCHE DA NOI SI PENSAVA AD INVESTIMENTI,E POI VEDETE COME E’ ANDATA A FINIRE.

Il 26 Gennaio 2012 alle 11:49 Italy and USA, the Marchionne’s connection « Proch. interactions. ha scritto:

[...] paid well in the past thanks to Agnelli’s influence on the Parliament… and now is the infamous brand that want to eradicate workers rights, at least according to labor [...]

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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