
Herman Van Rompuy, barack Obama e José Manuel Barroso (Credits: AP Photo/Haraz N. Ghanbari)
Il summit Usa-Ue che si è tenuto a Washington tra Barack Obama, Hillary Clinton e i vertici dell’Europa, Jose Manuel Barroso, Herman Van Rompuy e Catherine Ashton, si è chiuso con un attestato di fiducia da parte degli Stati Uniti nella capacità del Vecchio Continente di risolvere la crisi. Ma, allo stesso tempo, il presidente Obama ha sottolineato la necessità che l’Europa agisca “con forza e determinazione fin da ora” per superare la crisi del debito.
L’inquilino della Casa Bianaca ha poi aggiunto che gli Usa “sono pronti a fare la loro parte per risolvere la crisi dell’euro“. Una crisi sempre più profonda e preoccupante se, dall’altra parte dell’oceano, gli istituiti finanziari scommettono sulla fine della moneta unica. Inoltre, la Bce proprio in questo frangente dimostra tutta la sua debolezza “politica”, non potendo operare sui mercati con la stessa libertà di cui godono le altre banche centrali.
Insomma, Obama ha consegnato nelle mani dei leader europei la soluzione del rebus, pur assicurando un sostegno pieno. Ma è davvero possibile salvare l’euro? Secondo Gwyn Prins, direttore del Mackinder Center della London School of Economics, ormai la moneta unica è in serie difficoltà e il club dei 27 dovrebbe assumersi le sue responsabilità e agire il più in fretta possibile per parare i colpi di un danno che rischia di essere irreparabile.
Professor Prins, crede che parte della crisi sia dovuta alla debolezza delle Banche Centrali in tutto il mondo?
Sì e no. Alcune Banche sono ancora molto forti, basti pensare alla Banca centrale cinese. La Federal Reserve resta molto potente negli Stati Uniti, ma la sua debolezza viene dal fallimento delle strategie seguite durante i primi anni dell’Amministrazione di Barack Obama, basti guardare al tracollo delle banche americane e delle sue istituzioni finanziarie, come sa bene anche Ben Bernanke. Voglio essere molto chiaro su questo: oggi ci troviamo di fronte alla concreta minaccia di una recessione globale che potrebbe trasformarsi in una depressione globale.
La situazione è così grave?
È estremamente confusa e quello che succederà è legato ai possibili default di alcuni paesi del sud dell’Europa. Sappiamo tutti che prima o poi la Grecia fallirà, in un modo o nell’altro. Aprendo le porte a una crisi generale dell’intera unione.
Cosa si può fare per evitare una cosa del genere?
I leader europei dovrebbero ammettere di aver sbagliato tutto. In termini economici, la cosa migliore sarebbe tornare alle valute nazionali, ma è una scelta impraticabile e alla fine si preferirà la divisione dell’euro in due, politicamente una possibilità più realistica. I leader europei hanno utilizzato la creazione dell’uro per forzare la nascita di un’unione politica e questo è un gioco molto pericoloso.
Perché?
Guardi per esempio cosa stanno facendo i cinesi: stanno riducendo la loro esposizione sul mercato dei bond tedeschi.
E questo cosa significa?
I bond tedeschi sono sicuri finché è sicuro l’euro e se i cinesi e i giapponesi stanno riducendo la loro esposizione, che è l’opposto di quello che dovrebbero fare, ciò significa che prevedono la totale incapacità degli attuali governanti europei di trovare una soluzione alla crisi. Basta ricordare un dato: ad agosto scorso gli Stati Uniti hanno perso la tripla A del rating, ma questo non ha praticamente avuto effetto sulla borsa di Hong Kong. Il che significa una cosa molto semplice, ossia che sul pianeta il dollaro è ancora una moneta potente e che l’economia americana, nonostante gli ultimi due-tre anni di politiche nefaste, resta ancora l’economia numero uno ed è la più alta fonte di innovazione.
Insomma, professor Prins, secondo lei la tragedia greca porterà a una fine tragica per l’intera Unione Europea?
L’intera storia dell’euro è una tragedia greca: nasce con la ubris, in modo arrogante e sovrastimato. Adesso sta attraversando la fase della nemesi, tra paure ed errori colossali. Se siamo fortunati, il tutto si chiuderà con una catarsi, ossia con la redenzione attraverso una purificazione. Ma i mercati non sembra stiano dando segnali di redenzione, e anzi vanno sempre più a fondo nella nemesi. Insomma, dovremmo cominciare seriamente a pensare a un piano di emergenza globale.
- Lunedì 28 Novembre 2011
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Commenti
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Il 29 Novembre 2011 alle 0:17 Economia e Finanza : Barack Obama: siamo pronti ad aiutare l’Europa ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 29 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 29 Novembre 2011 alle 12:48 andradragomiroiu ha scritto:
Component activities of organized crime, have a character secret and well organized, of which case made a social impact very negative, in many states he constituting “cancer perfidious” which weakens the power society, threaten the integrity of government, cause increase taxes which adds the price of goods, endanger safety and jobs of citizens, cause damage businesses are in competition, control by force of moneyunions,finally achieving a strong influence in the sphere of economy, social and especially political.
Romania is a mafia state with not working administration governed by organized crime.
Human trafficking in Romania is a state policy and a modern retail which feed corruption and organized crime. Organized crime is constantly looking for legitimate business that could be used as a cover.
According to data held by the Italian authorities in Roma: 85% of prostitutes in Rome are romanian woman. In Milano: eight of ten prostitutes which practice “job” in Milano are romanian woman including Ioana Visan, Berlusconi’s hooker from Curtea de Arges (Curtea de Arges, pimps factory from Romania, manager: local corrupt police). Behind such companies, actually hiding network specializing in recruitment of girls who end up prostitute.
These companies are used as a mask, to support illegal activities, to wash the money, but also because leaders mobs to be seen as successful entrepreneurs.
Besides these companies, strongly related with them, in the town of Curtea de Arges-Romania exist more mafia groups(indestructible mafia groups because even the police are headed) which with the complicity of local taxi drivers, recruit, transport, and place girls to practice prostitution, girls which later are trafficked external in Italy by prostitution networks from Curtea de Arges
…in Denmark, Romania is the country with the most prostitutes and according to Europol, Eurojust, The Times, CNN, the first exporter of prostitution in Europe is Romania.
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