eBay, a Natale i regali si fanno a costo zero

(Credits: AP Photo/Paul Sakuma)

(Credits: AP Photo/Paul Sakuma)

di Marco Morello

A Natale i regali si possono fare a costo zero. E senza trucchi, senza riciclare i doni ricevuti da qualcun altro spacciandoli per propri. Il segreto, un toccasana in questi tempi di crisi, è vendere gli oggetti che non si usano più e che affollano soffitte, cantine e armadi: poi, con i soldi incassati, si acquistano i prodotti nuovi. Si tratta di una soluzione old style, ma che registra oggi una seconda giovinezza, un’incredibile fioritura grazie al mondo digitale: nessuno passa più dai mercatini di quartiere o dai giornali locali, si fa tutto su internet e senza spendere neanche un centesimo.
È su questo modello di business che ha costruito la sua storia di successo eBay Annunci, sito internet con due anni di vita ma 2,7 milioni di inserzioni. Numero che aumenta al ritmo di 40 mila al giorno, con una crescita pari al 170% negli ultimi dodici mesi.

Chi è nella stessa città può decidere di concludere la transazione di persona, chi è lontano ha a disposizione Paypal: un sistema di pagamento che tutela l’acquirente in caso di mancata consegna dell’oggetto o se non è conforme alla descrizione. Come? Con un riaccredito dell’intera somma se l’incidente di percorso non si risolve.

La categoria più gettonata è quella delle case (810 mila annunci circa), seguono auto e moto (490 mila) e poi tutto il repertorio dei piccoli oggetti: elettronica (307 mila), arredamento (230 mila), abbigliamento e accessori (190 mila), libri, film e musica (150 mila).

Ma come fa eBay a monetizzare, a guadagnare da una costola che non prevede tariffe per le inserzioni, che invece sono presenti nel nocciolo duro, sul versante delle aste? La risposta è scontata solo a metà: da una parte un traffico così intenso non può non far gola ed ecco dunque apparire sul sito i link pubblicitari di Google, che riconoscono alla proprietà del sito una somma per ogni clic ricevuto. Dall’altra è stato creato un intelligente meccanismo di sponsorizzazioni: l’inserzione resta gratis, accessibile a tutti, ma se si vuole che abbia maggiore visibilità, se si desidera incrementare le possibilità che venga notata, bisogna pagare.

Poco, in verità: meno di tre euro a settimana per metterla in vetrina, in uno spazio apposito in bella evidenza sulla destra della pagina di una categoria e della relativa zona di appartenenza. Oppure affinché risulti in cima alle ricerche di chi va alla caccia di un determinato oggetto oppure per associare all’annuncio un’immagine e dunque farlo risaltare nell’elenco. Un bell’affare per chi vende, ma anche per chi il canale di vendita virtuale lo gestisce e lo mette a disposizione sulle autostrade della rete.

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