Crisi, manovra da 20 miliardi in vista. Ma è solo un primo passo. L’INTERVISTA

Il Ministro delle finanze spagnolo Elena Salgado, il premier Mario Monti e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker (Credits:EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT)

Il Ministro delle finanze spagnolo Elena Salgado, il premier Mario Monti e il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker (Credits:EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT)

Una manovra da 20 miliardi di euro, con interventi radicali sulla previdenza. Sono le misure che il governo si appresterebbe a varare per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e che potrebbero risultare molto più incisive di quelle richieste oggi dall’Unione Europea. In un documento di 16 pagine  presentato a Bruxelles al vertice dell’Eurogruppo dal commissario agli Affari Economici e Monetari, Olli Rehn, Bruxelles ha infatti chiesto al nostro paese di mettere in cantiere una manovra da circa 11 miliardi di euro, con nuove tasse e riforme delle pensioni e del mercato del lavoro.

Secondo diverse  indiscrezioni, però, il premier Mario Monti sarebbe intenzionato a raccogliere molte più risorse, agendo su vari fronti, a cominciare da quello fiscale, con l’aumento dell’iva o la reintriduzione dell’ici sulla prima casa. Le misure più incisive saranno però nel campo previdenziale, con il blocco dell’indicizzazione degli assegni pensionistici all’aumento del costo della vita e, a soprpresa, anche con una stretta sui trattamenti di anzianità.

Che riguarderanno anche i Parlamentari: dal 1° gennaio 2012 quelli che hanno terminato il mandato potranno percepire l’assegno non prima dei 60 anni di età se sono stati alla Camera o in Senato per più di una intera legislatura, solo dopo i 65 anni di età se hanno versato i contributi per una sola intera legislatura.

Per tutti, invece, i requisiti per mettersi a riposo potrebbero essere innalzati  in una fascia di età compresa tra 41 e 43, dagli attuali 40 anni. Il governo di Roma, insomma, sembra aver scelto la strada del rigore ma Fedele De Novellis, partner dell’istituto di ricerche economiche Ref, invita a non farsi illusioni: “le misure allo studio non sono certo la panacea di tutti i mali, ma soltanto un primo passo per risolvere i problemi dell’Italia e dell’Europa”.

Cosa significa?

Intendo dire che questa manovra, da 11 o 20 miliardi che sia, serve soprattutto a dimostrare ai mercati che l’Italia ha avviato una politica di rigore e per  convincere la Germania a dare il via libera a massicci interventi della Banca Centrale Europea a sostegno al debito pubblico dei paesi in difficoltà. Senza di quelli, la tenuta dell’Unione Monetaria rimane a rischio.

Sul ruolo della Bce, però, i tedeschi sembrano irremovibili….

E’ vero. Proprio per questo motivo, il governo italiano deve dare un chiaro segnale di voler fare sul serio nel mettere a posto i propri conti.

Un eccesso di rigore non rischia di far cadere il nostro paese in recessione?

Direi che la recessione è ormai cosa certa e una manovra economica straordinaria può fare ben poco per fermarla. La scarsa crescita del nostro paese è dovuta a ragioni strutturali, che di sicuro non possono essere eliminate in poco tempo.

Per non deprimere l’economia, Bruxelles ci chiede però anche di spostare la tassazione dai redditi da lavoro verso i consumi e i patrimoni, in altre parole di ridurre l’irpef e aumentare  l’iva o ripristinare l’Ici. Cosa ne pensa?

Non credo proprio che un piccolo intervento sull’irpef possa bastare per far ripartire il paese. Ripeto: i problemi dell’economia italiana vengono da lontano e non possono essere risolti in quattro e quattr’otto.

Un’altra richiesta dell’Europa è di rendere più flessibile l’occupazione, modificando l’articolo 18 della Statuto del lavoratori e di completare la riforma Brunetta della pubblica amministrazione. Sono misure utili?

A dire il vero, non mi sembra che nelle richieste di Bruxelles vi sia un esplicito riferimento all’articolo 18. In ogni caso, si tratta di misure che possono dare benefici nel medio e lungo periodo. I problemi dell’Italia e di Eurolandia sono però più urgenti e soltanto l’intervento della Bce può essere determinante.

Commenti

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Il 30 Novembre 2011 alle 1:17 Economia e Finanza : Crisi, manovra da 20 miliardi in vista. Ma è solo un primo passo. L’INTERVISTA ha scritto:

[...] Economia Pubblicato: 30 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]

Il 30 Novembre 2011 alle 11:15 - Vivi Capena ha scritto:

[...] diventa più corposa: da un’ipotesi iniziale che prevedeva un intervento di circa 13 miliardi si passa infatti a circa 20, inclusi i 4 della delega fiscale. E un primo esempio dei sacrifici che dovranno essere fatti [...]

Il 22 Maggio 2012 alle 15:47 Ocse, pil italiano scenderà dell’1,7% nel 2012. E le tasse divorano i salari | Vivi Fiano Romano ha scritto:

[...] gli economisti dell’Ocse, non è escluso che il governo Monti debba preparare una nuova manovra economica straordinaria nei prossimi mesi, anche se il deficit pubblico scenderà all’1,7% del Pil entro fine [...]

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rossi-spalla Viviana Da Busti
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