TUTTE LE MOSSE ANTI-CRISI DEL GOVERNO MONTI
Contributi più alti per gli autonomi, pensioni bloccate per tutto il 2012 e una stretta decisa sui requisiti anagrafici per accedere ai trattamenti di anzianità. Sono i principali cambiamenti che si profilano all’orizzonte nel sistema previdenziale italiano, con le misure messe in cantiere dal ministro del welfare, Elsa Fornero, che hanno già incassato il no dei sindacati. Per adesso, si tratta ancora di ipotesi ma i nuovi provvedimenti del governo stanno via via prendendo sempre corpo, man mano che trapelano le indiscrezioni dai tecnici del ministero. Ecco, in sintesi, cosa dovrebbe cambiare dal prossimo anno (oltre alla riforma dei vitalizi dei Parlamentari, che ormai è pressoché cosa certa).
Contributivo per tutti. La novità più sicura, in arrivo dal prossimo anno, sarà l’estensione a tutti i lavoratori del sistema contributivo. L’ammontare della pensione sarà cioè calcolata sulla base dei contributi versati e non sulla media degli ultimi redditi dichiarati prima di mettersi a riposo. Fino a oggi, invece, i lavoratori più anziani (che nel 1995 avevano più di 18 anni di carriera) hanno conservato il vecchio e più vantaggioso metodo retributivo. L’entrata in vigore del contributivo per tutti sarà però graduale e riguarderà soltanto la parte di pensione maturata dal 2012 in poi. I diritti già acquisiti, dunque, non verranno toccati.
Stretta sull’anzianità. Quasi certamente, dal prossimo anno molti lavoratori potranno mettersi a riposo più tardi rispetto a oggi, almeno per quel che riguarda i trattamenti di anzianità. Oggi, infatti, il diritto alla pensione matura con 40 anni di contributi versati, indipendentemente dall’età anagrafica. Da gennaio, questa soglia dovrebbe salire in una fascia compresa tra 41 e 43 anni di carriera. Chi ha meno di 40 anni di contribuzione, invece, oggi può congedarsi dal lavoro col sistema delle quote: la somma dell’età anagrafica e dei contributi versati deve cioè raggiungere determinate soglie (96 per i dipendenti e 97 per gli autonomi). Entro il 2015, questi requisiti potrebbero essere innalzati a quota 100 (ad esempio 63 anni di età e 37 di contributi), anche se pare che il ministro Fornero sia intenzionata a optare per una soluzione più flessibile.
Le soglie per la vecchiaia. Aumenteranno anche le soglie per il diritto alla pensione di vecchiaia che oggi matura a 65 anni di età per gli uomini e a 60 per le donne (61 per le dipendenti pubbliche). Già il governo Berlusconi aveva stabilito di adeguare l’età alla crescita delle aspettative di vita, con un innalzamento di circa 3 o 4 mesi ogni 3 anni, a partire dal 2013. L’ipotesi allo studio è di far scattare questo meccanismo di indicizzazione già dal prossimo anno e di equiparare in tempi brevi i requisiti tra uomini e donne. Dal 2018, anche le lavoratrici dovrebbero accedere allla pensione di anzianità soltanto se hanno più di 65 anni, mentre il governo Berlusconi aveva previsto un adeguamento un po’più graduale (entro il 2026).
Blocco degli assegni. Il governo sembra intenzionato a bloccare, almeno parzialmente, il meccanismo di indicizzazione automatica degli assegni previdenziali al costo della vita. Il prossimo anno, dunque, tutti gli italiani vedranno l’importo della pensione rimanere praticamente fermo mentre prima veniva aumentato ogni 12 mesi sulla base dell’inflazione (con l’eccezione delle pensioni più alte, che già da tempo hanno soltanto una indicizzazione parziale)
Crescita dei contributi. Un’altra novità in arrivo dal 2012 è la crescita dei contributi a carico di alcune categorie di lavoratori autonomi, cioè gli artigiani e i commercianti, che oggi pagano un’aliquota previdenziale tra il 20 e il 21% sui redditi. L’ipotesi allo studio è di un rialzo nell’ordine dell’1%. Si parla anche di un possibile contributo di solidarietà sulle pensioni percepite da alcuni lavoratori dipendenti, in particolare da quelli del settore elettrico o telefonico e dai dirigenti, che oggi hanno dei fondi speciali nel bilancio dell’Inps e ricevono dei trattamenti un po’ più fortunati rispetto a gran parte dei contribuenti.
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- Mercoledì 30 Novembre 2011

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Commenti
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Il 30 Novembre 2011 alle 16:16 Economia e Finanza : Pensioni, ecco cosa cambierà dal 2012 ha scritto:
[...] Economia Pubblicato: 30 novembre 2011 Autore: aggregatore Sezione: Economia e Finanza [...]
Il 30 Novembre 2011 alle 21:29 - Vivi Capena ha scritto:
[...] di scudi dei sindacati sull’ipotesi di aumentare, tra i 41 e i 43 anni, gli anni di contributi necessari ad andare in pensione senza vincoli d’età anagrafica. Il commento più duro viene dal [...]
Il 6 Dicembre 2011 alle 18:33 Un colpo mortale al welfare dei nonni | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] ho gli elementi per dare un giudizio sensato e competente su questa riforma delle pensioni che ci hanno preparato, tra una lacrimuccia e l’altra, gli uomini di Mario Monti. Posso però [...]
Il 6 Dicembre 2011 alle 18:45 - Vivi Capena ha scritto:
[...] ho gli elementi per dare un giudizio sensato e competente su questa riforma delle pensioni che ci hanno preparato, tra una lacrimuccia e l’altra, gli uomini di Mario Monti. Posso però [...]
Il 31 Dicembre 2011 alle 11:00 peppone49 ha scritto:
su coraggio! ci fate l`abbidutine poi.. io che vivo in un paese ricco come la svizzera non vado in pensione a 65!? con 47 anni di contributi e 49 lavorativi! almeno se ero in Italia con 40anni di contributi ero gia`in pensione a 58 anni con 40 anni di contributi! almeno la pensione posso dire che l`ho pagata io e non i nipoti! lavorate che dovete pagare il debito pubblico peggiorato dalla lega e dal berluska! buon fine d`anno :)
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